Elezioni – Lista civica XSirolo: ufficializzati i 12 nomi dei componenti

A capo della lista, come candidata sindaco c’è Fabia Buglioni

Sirolo, 26 aprile 2019 Dopo una lunga serie di presentazioni singole avvenute sui social, finalmente Fabia Buglioni, candidata sindaco nella lista civica XSirolo, ufficializza i dodici componenti candidati consiglieri che la compongono.  

«La nostra – spiega Fabia Buglioni – è una nuova idea di cittadino e di Municipio, senza limiti ideologici, tenendo presente che Sirolo è la Perla dell’Adriatico, un territorio bellissimo e delicato dagli straordinari valori ambientali e paesaggistici».

Le priorità della lista civica XSirolo sono: qualità della vita, lavoro, economia. Ecco tutti i nomi, età e professione dei candidati:

Fabia Buglioni 41 anni, ingegnere. Candidata Sindaco

Agnese Antonini 39 anni, architetto presso Ufficio Speciale Ricostruzione Marche

Paola Babini 44 anni, laureata in economia e commercio. Responsabile del Sistema di Gestione della Qualità e Sicurezza aziendale e coordinatrice dei progetti di innovazione di prodotto e processo presso B.F.T.M.

Andrea Bilò 49 anni, caposquadra Vigile del Fuoco

Gaia Caporaletti 30 anni, Laureata, educatrice professionale

Sergio Di Tondo 44 anni, architetto, responsabile tecnico per una azienda leader nel settore della commercializzazione e integrazione di strumenti avanzati di misura

Benedetta Galli Pacciorini 44 anni, psicologa, psicoterapeuta. Laureata in psicologia clinica e comunità. Lavora presso l’ Anffas Onlus Conero e libero professionista

Emmanuel Lucassen 40 anni, laureato in tecnologie della comunicazione, operatore turistico

Luca Magrini 44 anni, amministratore di aziende di primario rilievo nazionale nel settore delle telecomunicazioni

Roberto Marinelli 47 anni, impiegato in Schneider Electric, prima funzionario di vendita, poi specialista di applicazione prodotto

Michele Moroni 43 anni, responsabile pianificazione a medio e lungo termine aziendale

Catiuscia Pirani 46 anni, Agente di Polizia Locale

Silvia Moroni 30 anni, laureata in biologia della salute, insegnante.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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