Elezioni – Giuseppe Misiti presenta la lista civica ‘Prima di tutto Sirolo’

Venerdì 29 marzo ore 17.30 presso l’hotel Sirolo. La Lega sostiene la lista con propri candidati

Sirolo, 28 marzo 2019 – Venerdi 29 marzo alle 17.30 presso l’hotel Sirolo, il candidato sindaco Giuseppe Misiti presenterà la lista civica Prima di tutto Sirolo, sostenuta dalla Lega. Durante l’incontro interverrà lo scrittore Giorgio Burattini.

«I fatti parlano chiaro – dichiara Giuseppe Misiti – e dicono che Sirolo è uscita dal degrado, dall’immobilismo e dall’isolamento in cui era finita. Non dobbiamo disperdere i tanti sacrifici fatti in questi ultimi venti anni».

Sirolo – Giuseppe Misiti, candidato sindaco della lista civica Prima di tutto Sirolo con il sostegno della Lega Sirolo/Numana

«Sosteniamo Misiti – spiega Mirko Bilò, coordinatore Lega Sirolo/Numana – perché come sindaco, assessore al turismo e vice presidente della Provincia di Ancona ha dimostrato grande coerenza e disponibilità. Il suo ritorno costituisce una nuova grande occasione per Sirolo. 

Mirko Biló, al centro della foto seduto e con gli occhiali da sole, coordinatore della Lega Sirolo/Numana

Le proposte di ‘presunte novità’ – continua Bilò – provengono da persone inesperte e che non danno alcuna garanzia di capacità amministrativa. Il programma condiviso, la squadra di governo, e il sindaco Misiti saranno capaci di dare risposte concrete e puntuali ai sirolesi, proseguendo nel cammino di sviluppo e di crescita sociale, economica, turistica e culturale».

Non resta che aspettare fino a domani pomeriggio per scoprire volti e nomi di tutti i candidati.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

© riproduzione riservata


link dell'articolo