A Sirolo la Lega appoggia la lista ‘Prima di tutto Sirolo’ di Pino Misiti

Entra nel vivo la campagna elettorale per le Amministrative 2019

Sirolo, 13 marzo 2019 – La campagna elettorale per le Amministrative 2019 inizia a svelare le prime novità, non sempre prevedibili in questa fase. Le liste stanno completando i singoli programmi e l’elenco dei candidati, e vengono ufficializzati anche i primi apparentamenti e appoggi fra i vari schieramenti politici. Come nel caso di Sirolo, dove la Lega oggi ha ufficializzato l’appoggio alla lista Prima di tutto Sirolo del candidato sindaco Pino Misiti.

I perché di questa scelta li spiega in un comunicato il coordinamento Lega Sirolo con a capo Mirko Bilò.

Da sinistra: Luca Spinsante, vice coordinatore Lega a Numana, Mirko Biló, coordinatore Lega Numana/Sirolo, Senatore.Paolo Arrigoni, Commissario Federale Lega Marche, Milco Mariani, Commissario Federale Provincia di Ancona, Francesca Rizzo, Vicecoordinatore Lega Sirolo. (foto d’archivio)

Molte proposte di novità apparse negli ultimi anni – si legge nel comunicato – si sono arenate per la scarsa capacità amministrativa. Pino Misiti, ha amministrato e sa amministrare!
La garanzia del saper amministrare bene è fondamentale in questa epoca di poche risorse.
Il programma condiviso, la squadra di governo ed il sindaco Pino Misiti saranno capaci di dare risposte concrete e puntuali ai sirolesi, proseguendo nel cammino di sviluppo, di crescita sociale, economica, turistica e culturale di Sirolo.

Una Amministrazione con la Lega è una garanzia per la sicurezza e per lo sviluppo di una città. Con la sua azione di Governo la Lega ha riportato sicurezza e dignità alla nostra Nazione.  La Lega in Amministrazione porterà l’attenzione del Governo alle problematiche di Sirolo”.

Per concretizzare l’apparentamento, la Lega sirolese inserirà nella lista di Pino Misiti due o tre candidati e, in caso di vittoria, uno dei suoi avrà la carica di vicesindaco.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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