Tra i dissidenti M5s del no a Draghi anche l’osimano Paolo Giuliodori

“Non posso tradire quello per cui ho sempre lottato”

Osimo, 19 febbraio 2021 – Dopo giorni intensi di consultazioni e discussioni interne, e dopo aver incassato una maggioranza bulgara al Senato, per il neonato Governo Draghi c’è stato il passaggio alla Camera dei Deputati. Anche qui, fiducia scontata, ma sono stati tanti i parlamentari del Movimento 5 stelle che hanno votato in dissenso dal gruppo, negando la fiducia a Draghi.

Paolo Giuliodori, deputato dissidente del Movimento 5 Stelle

Tra questi c’era anche Paolo Giuliodori, il deputato 5stelle di Osimo che in Aula ha dichiarato il suo voto contrario, esprimendo tutta la sua delusione verso un cambio di rotta del M5s che sta producendo tensioni e spaccature inevitabili. «Mi dispiace dover intervenire in dissenso dal mio gruppo, ma purtroppo è stata presa una direzione che non posso seguire. Me lo impone la mia coscienza che è opposta a quella che vedo rappresentata qui oggi», le parole di Giuliodori ai microfoni di Montecitorio.

Come specificato da lui stesso, è stata una decisione difficile, ma che rispecchia il diffuso malcontento delle ultime settimane, sia tra gli attivisti sia tra i portavoce a tutti i livelli. «È una decisione molto sofferta, che prendo con dolore nel cuore, ma con ferma convinzione. Non posso avallare la scelta di un governo che rappresenta tutto quello che negli anni come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre combattuto – ha dichiarato il deputato osimano – Non è questo quello che si aspettavano i cittadini, specialmente chi in questi anni ha votato e sostenuto il Movimento. Doveva essere un governo di alto profilo, il governo dei migliori, e invece ci troviamo un’ammucchiata che di alto profilo ha ben poco. Si parla tanto di futuro, di giovani, di cambiamento, ma sembra di essere tornati al 2008. Sono sempre le solite vecchie facce della vecchia politica. E la cosa che mi ferisce di più è che adesso lì in mezzo ci siamo anche noi».

Mario Draghi, neo presidente del Consiglio

Il deputato osimano ha ricordato il passato del neo Presidente del Consiglio: «Mi viene difficile dimenticare quando, da direttore generale del Tesoro, Draghi avallò la svendita del patrimonio industriale italiano, o quando da presidente della BCE negò l’aiuto al popolo greco, o la questione dei derivati di Stato, linea che, a quanto pare, ancora persegue».

Oltre al danno la beffa, fa notare Giuliodori: «La cosa assurda è che siamo il partito più grande in Parlamento, ma in una maggioranza di questo tipo conteremo poco e nulla. C’è chi dice che era necessario essere in maggioranza per difendere i nostri provvedimenti come il Reddito di Cittadinanza, il Superbonus 110% o il Decreto Dignità. Ma è un falso problema: sfido chiunque a cancellare questi provvedimenti in un periodo così delicato come quello che stiamo vivendo. Sarebbe davvero una follia. Il punto è che tanto, se continuiamo così, ci penseranno gli altri il prossimo giro, quando il Movimento sarà sparito».

Infine, uno sguardo al futuro. «Vedremo il da farsi, valuteremo più avanti come convogliare l’esito di questa sofferta decisione e capire che forma dare al dissenso, ma intanto – conclude Giuliodori – era importante dare voce ai tanti cittadini delusi e arrabbiati e dire con forza no a questo Governo».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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