Rush finale per il referendum del 4 dicembre

Entrano nel vivo gli incontri pubblici per spiegare agli elettori le ragioni del sì e del no

Osimo. A meno di un mese dal voto referendario del 4 dicembre si fa sempre più serrata la campagna tra i due schieramenti avversi, favorevoli o contrari alla modifica della carta costituzionale. I punti nevralgici proposti dalla riforma Renzi-Boschi riguardano il superamento dell’attuale bicameralismo perfetto, l’abolizione di organi cotituzionali superflui (CNEL e province), nuove modalità circa le leggi di iniziativa popolare, la riassegnazione allo stato di competenze prima regionali, la riduzione del numero dei parlamentari e la modifica sia della composizione che delle competenze del senato, che non avrà più il potere di sfiducia nei confronti del governo.

La platea all'incontro con Diego Fusaro del 6 novembre
La platea all’incontro con Diego Fusaro del 6 novembre

Trattandosi di un referendum confermativo, gli italiani verranno chiamati alle urne per esprimere il proprio voto favorevole o contrario alla proposta di legge. In caso di vittoria del sì la riforma costituzionale entrerà in vigore, nel caso contrario, verrà invece bocciata.

Per indirizzare i cittadini a una scelta consapevole Osimo ospiterà, nei prossimi giorni, iniziative pubbliche promosse dai due fronti opposti. Ad aprire le danze di questo rush finale sarà il Movimento 5 Stelle, che domani, domenica 13 novembre, incontrerà gli elettori al Joy’s Cafè di Osimo Stazione per spiegare le ragioni del no. Ragioni difese dai grillini senza testa già lo scorso 6 novembre in occasione della visita a Osimo del filosofo torinese Diego Fusaro, il quale aveva proposto al pubblico una ricostruzione storico-filosofica circa la graduale perdita di sovranità degli stati nazionali a fronte del crescente predominio dell’economia sulla politica.

Giovedì 17 la parola passerà al coro del sì tramite un incontro che si svolgerà, a partire dalle ore 18, all’interno della sala Quattro Colonne di Palazzo Campana. Ospiti d’onore Cesare Pinelli, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università Tor Vergata di Roma, l’Onorevole Ernesto Carbone, responsabile della Pubblica Ammistrazione all’interno della Segreteria Nazionale del PD, l’Onorevole Emanuele Lodolini. A moderare il dibattito sarà direttamente il primo cittadino Simone Pugnaloni, che si è esposto in prima persona nella campagna a favore del sì partecipando mercoledì 9 novembre a Roma all’iniziativa Basta un Sìndaco che ha coinvolto olre 900 sindaci da tutta Italia.

Il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni saluta Matteo Renzi all'incontro "Basta un sindaco"
Il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni saluta Matteo Renzi all’incontro “Basta un sindaco”

Nel frattempo l’amministrazione ha comunicato, tramite l’albo pretorio virtuale consultabile  tramite il sito del comune, l’elenco degli elettori osimani attualmente residenti all’estero sia in maniera stabile che temporanea ai quali sarà concesso di esercitare il regolare diritto di voto per corrispondenza.

Indirizzata ai cittadini che abitano in Italia o all’estero ma che toneranno nel comune di residenza in occasione del referendum, invece, la circolare inoltrata dall’ufficio territoriale del governo di Ancona ai sindaci della provincia, che illustra le agevolazioni di viaggio applicate da enti e società che gestiscono i servizi di trasporto a livello nazionale.

Nello specifico, sarà possibile prenotare biglietti ridotti – mostrando un documento di riconoscimento e la tessera elettorale – sui viaggi Trenitalia,  Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV), e poi sulle tratte via mare coperte dalla Compagnia Italiana di Navigazione e infine sui voli Alitalia. Solo per gli elettori residenti all’estero che si sposteranno in macchina non verrà applicato alcun pedaggio autostradale sia nel tragitto di andata che di ritorno. In quest’ultimo caso il viaggiatore dovrà esibire al casellante, oltre al documento personale, la tessera elettorale munita del bollo della sezione presso la quale ha votato.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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