Liste Civiche: “smascherate le bugie sulla variante a nord”

Dino Latini e le critiche della sua coalizione alla Maggioranza sui lavori finanziati da Ministero delle Infrastrutture e Regione: “A Osimo solo le briciole”

Osimo, 27 maggio – Che si sia ormai entrati in piena campagna elettorale nel Comune dei senza testa, lo si capisce dall’inasprirsi degli interventi verso o dalla Maggioranza a seconda dei botta e risposta.

L’ultimo attacco, proprio questa mattina in merito al finanziamento di 14 milioni di euro che il Ministero delle Infrastrutture ha riconosciuto alla regione Marche per la realizzazione di tutta una serie di opere nei Comuni da Recanati a Camerano, arriva da Dino Latini di Liste Civiche. In un comunicato, Latini lamenta le promesse non mantenute da questa Giunta.

Osimo – Dino Latini di Liste Civiche

Premesso che ogni soldo pubblico riversato sul nostro territorio è il benvenuto e quindi ringraziamo Governo e Regione Marche che hanno stanziato 14 milioni di euro a favore di una miglior viabilità legata al nuovo ospedale Inrca dell’Aspio – recita il comunicato – evidenziamo come a Osimo siano lasciate solo briciole: il tratto della Sbrozzola lungo via Molinaccio fino a sbucare su via d’Ancona, la rotatoria corrispondente e una rotatoria sotto Campocavallo al bivio verso Castelfidardo.

Questo risulta dai dati pubblicati dalla Regione come da foto sopra (con in rosso gli interventi previsti). Va bene anche così, ma ciò svela definitivamente l’enorme panzana, bugia, patacca, menzogna che in questi anni l’allegra coalizione del 2014 (quella del tutti insieme contro le Liste Civiche) capitanata da Pugnaloni ci ha propinato sui fondi pronti, liquidi e esigibili per la strada variante a nord di Osimo.

Zero euro invece; la Regione Marche ci sbatte in faccia la verità e premia le zone elettorali di Pieroni, il quale dopo aver salvato l’ospedale di Loreto in danno di Osimo ora fa concentrare i soldi pubblici sul suo collegio elettorale, lasciando poco o niente a Osimo, facendoci invece credere di aver fatto chissà che cosa.

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni

Ma la cosa più grave sono le bugie imperterrite, continue e seriali del capo dell’allegra coalizione che governa Osimo, che prima ha distrutto ogni possibile realizzazione della strada di bordo, non ha creato alcuna alternativa e ha impegnato il patrimonio svenduto dell’Astea Energia s.p.a. per completare un tratto di variante, e ha avuto fino a pochi giorni fa pure l’azzardo di dire che erano arrivati i fondi per la variante a nord.

Dopo l’ospedale e l’Astea, l’allegra coalizione porta a casa un altro grande risultato distruttivo per Osimo: niente soldi per la strada a nord”.

Dino Latini – Liste Civiche

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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