Le risse PD-Liste Civiche e la Plastic Free del M5S votata all’unanimità

“Anche ad Osimo servono costruttori e non distruttori che attaccano le Istituzioni”

Osimo, 20 gennaio 2021 – È un vero e proprio sfogo politico quello che il PD osimano ha diffuso oggi in una nota ufficiale. Il capogruppo Giorgio Campanari e compagni, mettendo all’indice l’opposizione aggressiva delle Liste Civiche, dichiarano: «Oggi più che mai avremmo bisogno di senso di responsabilità e collaborazione con le istituzioni cittadine, ma assistiamo, continuamente, alla volontà delle Liste Civiche di provocare la rissa politica, con atteggiamenti aggressivi e volgari che hanno l’obiettivo di attaccare l’istituzione Consiglio comunale».

Una denuncia diretta che non risparmia nomi e cognomi: «Le parolacce utilizzate più volte in diretta video dall’ex sindaco Simoncini, il vittimismo continuo della Bordoni, il mancato rispetto del regolamento e del Presidente del Consiglio, gli attacchi ai dipendenti del Comune e dell’ospedale di Osimo, sono solo alcuni dei fatti imbarazzanti accaduti nell’ultima seduta ma che, puntualmente, si verificano ormai da un po’ di tempo, con le sembianze di un attacco frontale organizzato e studiato».

Osimo – Consiglio comunale in streaming

Denunciato come Liste Civiche si muova con acrimonia nei loro confronti, il PD osimano spende parole positive nei confronti degli altri gruppi d’opposizione: «L’Amministrazione Comunale sta facendo tanto, Osimo è sempre più bella e vivibile e loro, non avendo proposte realizzabili, la buttano in rissa. Noi, invece, ci sentiamo in dovere di ringraziare le migliaia di cittadini che ogni volta si collegano in rete e seguono con piacere il Consiglio comunale in diretta, di ringraziare i colleghi del M5S, Progetto Osimo Futura e Lega che hanno rispetto del Civico Consesso, del Presidente e dei consiglieri, che collaborano e fanno quell’opposizione seria e costruttiva che serve alla nostra città».

Plastic Free Challenge

Intanto, sempre attraverso un comunicato, il Movimento 5 Stelle osimano fa sapere che la loro mozione “Plastic Free Challenge”, presentata con emendamento dell’Amministrazione, è stata accolta e approvata con voto unanime dall’intero Consiglio comunale

Presentata dalla consigliera Caterina Donia nella seduta del Consiglio comunale dello scorso 18 gennaio, affinché il Comune di Osimo aderisse all’iniziativa “Plastic Free Challenge” promossa dal Ministero dell’Ambiente ed in particolare dal Ministro Sergio Costa, la mozione mira ad eliminare la plastica usa e getta dalle sedi comunali, dagli enti o istituzioni partecipate e/o controllate e dagli Istituti scolastici, oltre ad attuare importanti campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale nel Comune, dirette a tutti i cittadini, imprese e commercianti per promuovere il consumo consapevole e la corretta gestione dei rifiuti.

Osimo – Caterina Donia, consigliera del M5S

«È inoltre necessario – spiegano i penta stellati osimani – porre il divieto di utilizzo dei contenitori e delle stoviglie in plastica monouso non biodegradabili in occasione di manifestazioni, sagre, fiere e mercati organizzate nel territorio comunale. Si tratta di un invito ad impegnarsi per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero delle frazioni e dei materiali che possono essere recuperati, così da ridurre in modo sensibile la quantità di rifiuti indifferenziati».

L’iniziativa parte dalla constatazione che le materie plastiche sono le principali componenti (fino all’85%) dei rifiuti che si trovano lungo le coste, nei mari e in fondo agli oceani. Si tratta di una minaccia per le specie marine e gli ecosistemi, ma anche un rischio per la salute umana, con implicazioni significative su importanti settori economici.

«Da qui la necessità di impegnare la nostra amministrazione pubblica affinché offra un esempio ai cittadini bandendo la plastica monouso», la conclusione dei 5 Stelle.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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