Ginnetti chiede le dimissioni di Sindaco, Segretario e Presidente del Consiglio comunale

Sul caso Luna il capogruppo di POF va giù duro nei confronti di chi ha omesso i controlli lasciando il Luna in Sala Gialla

Osimo, 25 giugno 2021 – Achille Ginnetti, capogruppo di Progetto Osimo Futura torna con durezza sul caso Luna. Dipendesse da lui, Sindaco, Segretario e Presidente del Consiglio comunale si dovrebbero dimettere per come hanno gestito la questione.

Osimo – In alto, il sindaco Simone Pugnaloni; a sinistra Giorgio Campanari presidente del Consiglio comunale; a destra Giuliano Giulioni segretario comunale

«Le dimissioni di Massimo Luna sono ridicole! – tuona Ginnetti – A quale scopo le ha date se in primo grado e in appello è stato dichiarato decaduto da consigliere comunale per ineleggibilità? Così facendo probabilmente ha pensato di poter salvare la sua reputazione… Tentativo inutile considerato che per due anni ha ricoperto consapevolmente la carica in maniera illegittima. Piuttosto, sono altri a dover pensare alle dimissioni. Quelli che dovevano essere i garanti della legalità nei confronti dei cittadini ed hanno omesso ogni controllo anche dopo la sentenza di primo grado. Sindaco, Segretario e Presidente del Consiglio comunale hanno accettato, permesso e difeso l’illegittima presenza di Luna nella Sala Gialla nonostante l’incompatibilità della carica di consigliere con quella di amministratore unico della Tpl (Trasporto pubblico locale – Osimo Servizi, ndr), società interamente di proprietà del Comune di Osimo».

Nell’aprile 2019, nonostante il suo incarico, Luna ha presentato la sua candidatura nelle liste del PD. Due settimane dopo la scadenza delle liste «ha dato dimissioni farsa: le ha pre-datate di un mese ed ha continuato ad amministrare la Tpl sia durante la campagna elettorale, sia dopo il suo ingresso in Consiglio Comunale».

Achille Ginnetti capogruppo di Progetto Osimo Futura

«Nella seduta di insediamento a fine giugno, Segretario comunale, Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale non ci hanno informati della eclatante incompatibilità delle due cariche» spiega Ginnetti che, appena venuto a conoscenza della situazione, ha scritto ai tre portando all’attenzione quanto invece previsto dal comma 1 punto 10 dell’art 60 del Tuel (Testo unico degli Enti locali).

La risposta alla missiva è stata: “fate ricorso al Tribunale”, e così hanno fatto quattro cittadini, esponenti di Progetto Osimo Futura, assistiti dall’avvocato Massimo Belelli. Nonostante la sentenza del febbraio 2020 avesse stabilito la decadenza di Luna da consigliere, nell’albo pretorio del Comune non è stato pubblicato nulla e gli interessati hanno fatto finta di niente.

La sentenza di decadenza era subito esecutiva, ma Luna è rimasto lo stesso in Consiglio presentando l’appello solo un paio di mesi dopo. Anche la Corte di Appello ha confermato la sentenza di primo grado come era prevedibile. «I fatti erano già incontestabili dopo la prima sentenza. Se avesse avuto un minimo di senso civico e morale Luna avrebbe dovuto abbandonare immediatamente il Consiglio comunale e non fare appello. Ci auguriamo che a un ex consigliere comunale decaduto per inosservanza delle leggi, non venga assegnato nessun incarico pubblico» conclude il capogruppo di Progetto Osimo Futura.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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