Forza Italia Osimo si allarga alle espressioni Civiche

Daniele Silvetti: “Dopo la nomina di Monica Santoni a commissario comunale con questo accordo siamo pronti per la prossima sfida elettorale”

Osimo, 4 gennaio 2021 – Daniele Silvetti, coordinatore provinciale di Forza Italia, in una nota esprime viva soddisfazione per l’allargamento della base del Partito osimano alla componente Osimo Civica che entra formalmente nel partito Azzurro.

Daniele Silvetti, coordinatore provinciale di Forza Italia e il logo che comprende i Civici per le Marche 

«La nomina a commissario comunale di Monica Santoni – scrive Silvetti – a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro, si aggiunge alla presenza storica di iscritti coordinati da Roberto Tozzo, storico rappresentante di FI sin dal 1994 ed oggi dirigente provinciale eletto dal Congresso del 2019».

Di fatto, un potenziamento sul territorio quello degli Azzurri osimani dopo la nomina a commissario comunale della Santoni per decisione del senatore e commissario regionale azzurro Francesco Battistoni e l’accordo con la componente Osimo Civica, che si accompagna alla rappresentanza istituzionale di Forza Italia in seno al Consiglio comunale con Mario Araco, eletto nel 2019 anche in Consiglio provinciale.

da sx: il senatore Francesco Battistoni e Monica Santoni

«Tale fase di allargamento e potenziamento del Partito – conclude Daniele Silvetti – delinea chiaramente la volontà del polo moderato di farsi trovare pronto per la prossima sfida elettorale, affrontando nel frattempo i tanti temi che l’Amministrazione Pugnaloni sta sostenendo con allarmante approssimazione, rischiando di isolare il territorio osimano dal resto della Regione».

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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