Elezioni – Svelato nome e simbolo della lista Pugnaloni

Cinque torri color arancio in campo azzurro con il nome Osimo arricchito da una A maiuscola che lo trasforma in OsiAmo! Ancora top secret i nomi della squadra

Osimo, 30 marzo 2019 – “Il coraggio di osare”. Con questo invito si è aperta la mostra di Banksy ad Osimo, e con lo stesso obiettivo  è nata ieri sera OsiAmo per Simone Pugnaloni sindaco. Una lista caratterizzata da un prevalente impegno al femminile ed il giusto mix di uomini nel rispetto della parità di genere che vuole osare per Osimo.

Un impegno diretto quello di ‘OsiAmo’ nelle prossime elezioni amministrative,  caratterizzato da un insieme di criteri ispiratori, sia dal punto vista concettuale che nella grafica. Un duplice gioco di parole che tiene al centro l’attenzione per  la città.

Osimo – Presentato Il simbolo della lista del sindaco uscente Simone Pugnaloni (a destra), per le Amministrative di maggio

«Con l’aggiunga della lettera A in evidenza – spiega il candidato sindaco, nonché sindaco uscente Simone Pugnaloni nel presentare il significato del nome e della grafica del simbolo della sua lista  – si vuole ottenere un duplice scopo che deve emergere nella propria immediatezza, ovvero legare il nome della città a due verbi di particolare significato: amare (nel rifermento alla seconda parte della parola, quindi Amo), e osare, un incitamento al plurale finalizzato all’invito a prendere iniziative ed ad essere propositivi per il bene della città».

La parola Osiamo è pienamente integrata con una delle immagini che meglio raffigurano e rappresentano Osimo, le cinque torri, cui pertanto viene applicato simbolicamente il duplice concetto insito nel naming.

«Un’occasione unica per osare nelle idee per una politica attiva nel sociale, nella cultura,  nell’istruzione  e nella promozione del territorio guardando al futuro e alle future generazioni – conclude Pugnaloni – Presto presenteremo la squadra! Per ora ci siamo gustati una mostra che rende Osimo internazionale. Tanti i giovani che, avvicinandosi alla cultura, potranno anche avvicinarsi alle istituzioni».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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