Elezioni – Progetto Osimo: «Due liste certe, lavoriamo per la terza e la quarta»

Successo per l’incontro di ieri sera nella sede di Via Molino Basso 5. Lunedì 1 aprile incontro tematico con il Polo Tecnologico Produttivo Integrato

Osimo, 27 marzo 2019 – Gremita la nuova sede in Via Molino Basso 5, per l’incontro di ieri sera con i candidati e i sostenitori di Progetto Osimo. Ampio e accessibile a tutti, il locale è situato al piano terra ed ha delle grandi vetrate trasparenti.

«Saremo trasparenti su tutto, ai cittadini non sarà nascosto nulla a cominciare da quanto intendiamo spendere per la campagna elettorale» afferma il candidato sindaco Achille Ginnetti. Al momento, sono due le liste di candidati consiglieri comunali che Progetto Osimo presenterà. Nel frattempo, il movimento sta lavorando alla formazione della terza e della quarta lista.

Osimo – L’incontro nella sede di Via Molino Basso

«I nostri candidati consiglieri sono persone serie ed affidabili, saranno un punto di riferimento per i cittadini» dichiara Ginnetti. L’incontro è stato occasione anche per fare il punto su idee e progetti tra cui la salute, la sicurezza, i giovani, il sociale, l’ambiente e la cultura.

Un anno fa Progetto Osimo ha intrapreso e condiviso con i cittadini un percorso costruttivo. Da fine aprile a metà giungo 2018 si sono susseguiti 13 incontri per ascoltare i problemi e le criticità degli abitanti del centro e delle frazioni. In base alle tematiche emerse e agli approfondimenti con esperti e associazioni, dieci gruppi di lavoro hanno messo a punto proposte programmatiche sottoposte agli osimani nel corso di 17 incontri, tenuti da fine novembre 2018 ai primi di marzo.

«Ci sta a cuore capire che cosa vogliono gli osimani per la città. Occorre cambiamento e il cambiamento è nella figura di Achille Ginnetti, il nostro candidato sindaco» dichiara Giuseppe Orlandi, presidente Progetto Osimo. «Abbiamo fatto ben 30 incontri con i cittadini. Gli altri candidati sindaco si accorgono solo adesso che bisogna ascoltare gli osimani, noi abbiamo iniziato un anno fa» conclude Achille Ginnetti.

Da qui alla scadenza elettorale, Progetto Osimo ha in programma una serie di incontri tematici. Il primo sarà lunedì 1 aprile con il Polo Tecnologico Produttivo Integrato.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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