Elezioni – Il duro attacco di Pasquinelli agli avversari politici

Alla presentazione della lista Territorio Comunità l’avvocato candidato sindaco punta il dito su chi ha governato la città in questi anni

Osimo, 13 aprile 2019 – “Gli altri non hanno un progetto, solo la volontà di essere serviti dai cittadini”.  Fabio Pasquinelli sintetizza così le ragioni che lo hanno condotto a battersi per la carica più alta del Comune in cui è nato e cresciuto.

Osimo – Fabio Pasquinelli, candidato sindaco di Territorio Comunità durante la conferenza stampa di presentazione della lista civica

Durante l’incontro in mattinata con i giornalisti al Bar Diana, per la presentazione della sua candidatura a sindaco con la lista Territorio Comunità, il legale trentottenne non ha usato mezzi termini e ha puntato il dito duramente contro tutti: «Osimo è stato sbranato pezzo per pezzo dalle clientele, oggi i medesimi interessi particolari hanno cambiato insegna. Ora la ditta si chiama PD, la cui amministrazione ha svenduto Astea Energia e chiuso l’Ospedale su ordine della Regione. Il mio accordo con Pugnaloni – ha proseguito Pasquinelli – prevedeva di non farlo. Lui lo ha tradito per interesse. Il Partito Democratico è ormai un comitato d’affari che gestisce la politica regionale a più livelli. Tra gli altri candidati nessuno ha al centro un progetto per la città. I partiti del governo nazionale pranzano distrattamente al banchetto degli appuntamenti elettorali locali, trattando problemi e speranze amministrative come semplici pedine della partita per la conquista o il mantenimento del potere. Lega e M5Stelle sono brand che hanno trasformato la democrazia in spettacolo. Non vogliono nulla per Osimo, si esibiscono per ordine dei loro frontmen nazionali, Salvini e Di Maio. Tutti parlano, in modi diversi, la stessa lingua. Non vogliono cittadini ma servitori della loro causa privata».

Osimo – Il simbolo della lista civica di Fabio Pasquinelli

Dopo le pesanti bordate, Pasquinelli è passato a delineare le sue linee programmatiche.

«Noi abbiamo scelto di servire solo la nostra comunità, pagando un prezzo – ha specificato – Vogliamo la difesa e la valorizzazione dei beni comuni e dell’ambiente, servizi pubblici ed efficienti, un nuovo ospedale intercomunale della Valmusone, la nascita dell’agenzia comunale per l’occupazione, un piano strutturale di lavoro socialmente utile e sostegno al reddito delle fasce sociali più deboli. Inoltre, riteniamo prioritaria la messa a punto di politiche che garantiscano il diritto alla casa, l’elaborazione di un modello di bilancio partecipativo e nuovi consigli di quartiere dotati di un’effettiva autonomia decisionale».

Queste ricette di Territorio Comunità, ha concluso Pasquinelli, «vogliono restituire Osimo ai cittadini sottraendola a un ceto politico che mira a utilizzarla per la propria sopravvivenza. Dovremmo credere ai racconti edificanti di chi ha smantellato l’ospedale, causato lo stallo della viabilità centrale e periferica, operato una cementificazione irrazionale e calpestato ogni rispetto per la dialettica democratica? No, grazie. Questa brutta versione della cosa pubblica, purtroppo l’abbiamo  già conosciuta. Vogliamo e dobbiamo voltare pagina. E realizzare tutta un’altra storia».

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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