Autofinanziata e trasparente la campagna elettorale di Progetto Osimo

Ginnetti: «Lealtà e chiarezza con i cittadini»

Osimo, 30 marzo 2019 – Una campagna elettorale autofinanziata e basata sulla trasparenza. Progetto Osimo ha deciso di non avere segreti nei confronti di cittadini e sostenitori e di dichiarare periodicamente la spesa che sosterrà fino alle elezioni del 26 maggio.

Una vera e propria operazione trasparenza, principio che da sempre guida l’Associazione e solida base per una buona amministrazione.

Osimo – Achille Ginnetti

«Vogliamo essere chiari con i cittadini. La nostra campagna è completamente autofinanziata, così come lo sono state le iniziative svolte finora. Per la campagna elettorale spenderemo molto meno della cifra base prevista dalla Legge (25mila euro ndr) – dichiara Achille Ginnetti, candidato sindaco di Progetto Osimo – A fine aprile comunicheremo le spese effettuate prima del suo inizio ufficiale. Mi auguro che anche gli altri candidati rendano pubblici i costi complessivi e da dove derivano i finanziamenti. Da gennaio, ad esempio, l’attuale sindaco sta tappezzando la città con maxi-manifesti 6×3. È legittimo che i cittadini sappiano qual è il costo di questa operazione e come viene finanziata. Per noi la trasparenza è fondamentale».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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