Numana nel cuore: i problemi irrisolti dell’amministrazione Tombolini

Considerazioni di metà mandato del gruppo di opposizione Numana nel cuore

Numana. A due anni e mezzo dalle elezioni il gruppo di opposizione Numana nel cuore ha fatto il punto sul lavoro svolto finora dalla giunta Tombolini, e sta distribuendo depliant in paese che delineano lo stato dell’arte delle questioni della vita numanese, come unione dei comuni, ospedale San Michele, tasse, rifiuti, porto, scuola Elia, lavori pubblici, decoro urbano e tanto altro.

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«Sul fronte della partecipazione ci aspettavamo di più da questa Amministrazione. – ha spiegato Alessandro Selva, consigliere di opposizione del gruppo Numana nel cuore – Dall’inizio del mandato sono stati convocati solo 16 consigli comunali, hanno bocciato la nostra proposta per consentire la diretta streaming delle sedute del consiglio comunale, e il percorso partecipativo sul piano regolatore si è definitivamente arenato.

Purtroppo, dopo due anni dall’approvazione, ancora non abbiamo le bacheche per poter comunicare coi cittadini, quindi abbiamo deciso di autofinanziarci per realizzare depliant che stiamo distribuendo nelle case dei numanesi. Lo scopo è quello di raggiungere anche chi non segue le nostre attività sui social network».

Duro attacco sull’aumento delle tasse comunali: in due anni l’incremento medio per ogni cittadino, inclusi neonati e nullatenenti, è stato di quasi 300 euro per un rincaro totale di circa 74mila euro.

Alessandro Selva, consigliere di opposizione del gruppo Numana nel cuore
Alessandro Selva, consigliere di opposizione del gruppo Numana nel cuore

Il gruppo è fortemente critico anche sulla gestione dei rifiuti, tanto che più volte Numana nel cuore aveva ribadito il proprio disappunto per la mancanza di miglioramenti nel servizio di raccolta e per l’aumento delle tariffe. Aveva invitato la giunta ad effettuare controlli sugli utenti e sul gestore; aveva chiesto che i dati mensili della raccolta fossero diffusi e monitorati; aveva proposto di istituire una commissione consiliare per migliorare il servizio e per svolgere attività di monitoraggio e verifica.

Richieste tutte disattese.

Negative anche le considerazioni sulle questioni del porto di Numana.

Secondo il gruppo, nonostante i milioni di soldi pubblici spesi, i problemi dell’insabbiamento e della sicurezza dello specchio acqueo restano tuttora irrisolti.

Per quanto riguarda la scuola, secondo il gruppo di opposizione, il comune sta navigando a vista, mentre servirebbe una programmazione seria e lungimirante.

Infatti: “visto che è stato deciso di realizzare il nuovo edificio a Marcelli – si legge nel depliant – e non, come precedentemente previsto, nel polo scolastico delle scuole medie, perché abbiamo sborsato circa 400mila euro per realizzare la palestra del polo scolastico a Sirolo?”

Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana
Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana

Sul fronte lavori pubblici e decoro urbano viene denunciata la scarsa attenzione del Comune per la riqualificazione del lungomare, e per la pavimentazione della piazza che sta cominciando a mostrare i primi segni di deterioramento a causa del traffico eccessivo, e per la quale urge intervenire.

Quindi la questione dell’ospedale San Michele, che secondo il gruppo Numana nel cuore dovrebbe diventare una Casa della salute, dove concentrare le attività di carattere sanitario e socio-assistenziale, anche private, presenti sul territorio, come unico modo per assicurare l’operatività del presidio nel futuro e migliorare i servizi alla cittadinanza.

“Questo progetto – si legge – è realizzabile solo attraverso un impegno sinergico e concreto, anche in termini economici, da parte di entrambe le amministrazioni comunali di Numana e Sirolo: l’unione dei comuni renderebbe tutto molto più facile”.

Infine, vengono elencate tutte le attività del gruppo all’interno del consiglio comunale con una lista di mozioni, interrogazioni e interpellanze presentate dal consigliere Alessandro Selva negli ultimi due anni e mezzo.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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