Mirko Bilò ringrazia quanti lo hanno voluto nel Consiglio regionale

La prima seduta odierna del nuovo corso a guida Acquaroli è servita a ufficializzare la nomina dell'osimano Dino Latini a presidente dell’Assemblea e del suo vice Gianluca Pasqui

Numana, 19 ottobre 2020 – Prima seduta ufficiale questa mattina per il neo costituito Consiglio regionale delle Marche. Per molti assessori e consiglieri è una nuova personale esperienza amministrativa vissuta dall’interno di Palazzo Raffaello, sede anconetana della Regione Marche.

Ancona – La prima seduta del Consiglio regionale delle Marche del 19 ottobre dopo la vittoria del centrodestra alle regionali 2020

Ed è il momento, per loro, delle esternazioni sui social per raccontare emozioni e soddisfazioni, e per ringraziare i propri elettori: i veri artefici del loro essere lì. Prima delle emozioni, però, spazio ai lavori dell’Assemblea in questa prima seduta. Votati i primi adempimenti per la costituzione degli organismi interni della stessa. L’osimano Dino Latini è stato ufficializzato presidente del Consiglio regionale, mentre Gianluca Pasqui è stato eletto vice presidente dell’Assemblea.

Francesco Battistoni, senatore di Forza Italia e commissario regionale Marche

A rimarcare la storicità di questa prima volta del centrodestra a Palazzo Raffaello dai banchi della maggioranza, dopo 25 anni di governo ininterrotto delle sinistre, arriva il comunicato di Francesco Battistoni, commissario regionale di Forza Italia Marche.

«Inizia oggi la nuova esperienza amministrativa della Regione Marche – scrive Battistoni – Una giornata che abbiamo atteso e per la quale abbiamo lavorato tantissimo, profondendo le migliori energie e propositi. Essere qui da protagonisti ci rende orgogliosi, ma, al contempo, ci carica di una grande responsabilità, quella che migliaia di cittadini hanno deciso di affidarci per migliorare le loro condizioni di vita, rendere questa Regione più competitiva possibile, salvaguardare, tutelare e preservare questo meraviglioso territorio. A tutta la squadra, quindi, i miei migliori auguri di buon lavoro e, come sempre, Forza Marche!»

Ancona – La prima volta del numanese Mirko Bilò a Palazzo Raffaello

Per restare su territori a noi più vicini, non possiamo non citare le parole del numanese Mirko Bilò in quota Lega, che i suoi concittadini hanno sostenuto fino a farlo eleggere consigliere regionale.

«Non mi stancherò mai di ringraziare tutti coloro che con il loro consenso hanno permesso la mia elezione in consiglio regionale – ha scritto Bilò sulla sua pagina social – Oggi ho partecipato alla prima seduta di consiglio con un po’ di emozione. Approfitto per fare i migliori auguri di buon lavoro al presidente del Consiglio regionale Dino Latini e a tutto l’ufficio di presidenza che collabora con Lui. Al presidente della Giunta Francesco Acquaroli e ai suoi componenti, allo staff e ai collaboratori. Mi auguro che questa XI Legislatura 2020 – 2025 abbia un inizio di vicinanza al territorio, alle imprese, alle necessità di questa grande famiglia: Le Marche!»

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

So this is Xmas (unfortunately…) caro John

Quest’anno, nonostante le tradizioni, sarà un Natale diverso


2 dicembre 2020So this is Xmas/ And what have you done/Another year over/And a new one just begun… (Così questo è il Natale/E cosa hai fatto?/Un altro anno è passato/Ed uno nuovo è appena iniziato…)

Da anni ormai, puntualmente ogni anno, all’avvicinarsi del Natale e delle sue, almeno per me, infingarde e melanconiche atmosfere che l’accompagna, questa celeberrima canzone di John Lennon torna a ronzare insistente nella testa. Quasi un j’accuse verso consapevolezze regolarmente ignorate (Così questo è il Natale..); verso quel senso di colpa che saltella qua e là fra le note, che ti porta a pensare: “cavolo, certo che potevo fare di più!” (E cosa hai fatto?)

Non esiste nulla al mondo che possa in qualche modo avvicinarsi al Natale. Pasqua, Capodanno, Ferragosto… non c’è confronto. Neppure la parvenza d’una improbabile competizione. Natale è Natale, punto! Sarà il presepe e l’albero addobbato, saranno le luminarie, sarà quell’odore persistente di neve che respiri nell’aria anche quando la neve non c’è, sarà la messa di mezzanotte anche se a messa poi non ci vai, o il cenone in famiglia, i pacchi regalo che fanno luccicare gli occhi dei bimbi, o il mercante in fiera e la tombola con amici e parenti, il panettone e i mandarini… ognuno si prenda il ricordo, il sapore, l’atmosfera che vuole, tanto è gratis.

So this is Xmas (war is over)… ronza Lennon nella testa. Chissà se anche lui a Natale mangiava panettone e mandarini… se non l’ha fatto s’è perso parecchio. Però, caro John, quest’anno non è vero che la guerra è finita. Non è finita quella che intendevi tu e, per giunta, ne è arrivata un’altra così micidiale, infingarda, restrittiva a livello mondiale che neppure ti potevi lontanamente immaginare.

È una guerraccia, John, perché il nemico è invisibile e non puoi sparare a qualcosa se non lo vedi. E siccome è invisibile c’è gente che neppure ci crede d’essere in guerra, d’avere un nemico. Anche se le cataste dei morti sono altissime un po’ dappertutto: in America come in Giappone. Indistintamente dal colore della pelle, John, altro che i fratelli rossi, gialli, bianchi e neri che tu auspicavi in pace. Oggi, quei fratelli sono accomunati da un identico destino cinico e baro.

Quest’anno, lasciamelo dire, per la prima volta nella vita il Natale sarà un’altra cosa per quanto il mondo si sforzi per far sì che sia ancora quello di sempre. Quest’anno sarà diverso, costretto, dismesso, limitato. Costellato da una punta d’angoscia, quella brutta brutta però, che ti fa sentire impotente e piccolo piccolo, senza armi, piani o strumenti necessari a gestire il futuro.

Così questo è il Natale/E cosa hai fatto? Ti rispondo, John: ho vissuto. Semplicemente. E come me, miliardi di esseri umani. Ma quest’anno sarà un Natale diverso… War is over, if you want it/War is over now/Happy Xmas. Lo vorrei con tutto me stesso, John, non sai quanto; ma non è vero che la guerra è finita. Felice Natale anche a te. Quest’anno, per me, lo sarà un po’ meno.

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