Elezioni – Ascolto Passione Concretezza lo slogan di Gianluigi Tombolini

Numana, 9 aprile 2019 – Sala stracolma al Bar Morelli di Piazza del Santuario – circa 140 le persone intervenute – per la prima ufficiale pre-elettorale del sindaco uscente Gianluigi Tombolini. Intanto, la prima notizia è che si ricandida per il secondo mandato. Non era scontato, come lui stesso ha tenuto a sottolineare: «Ho detto alla mia squadra di lavoro di sedersi intorno ad un tavolo e valutare i cinque anni passati insieme, alla fine sono stati loro a chiedermelo».

Poi, che il nome della lista civica è: Con i numanesi c’è sempre più futuro. E chi si aspettava, ieri sera, di venire a conoscenza dei dodici nomi che la compongono è rimasto deluso: «Li presenteremo più avanti, al prossimo incontro pubblico» ha spiegato il sindaco.

Quel che è certo è che la lista civica gode dell’appoggio, con candidati inseriti nei dodici, di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia: «tre partiti politici che ci saranno molto utili nei rapporti con il Governo centrale di Roma».

Numana – Parte del pubblico intervenuto alla presentazione della lista civica del sindaco uscente Gianluigi Tombolini

È stato, l’incontro di ieri, un vero e proprio viaggio della memoria lungo cinque anni quello che Tombolini ha ripercorso elencando, con dovizia di particolari, quel che era Numana un lustro fa e quel che è diventata oggi alla scadenza del suo primo mandato.

«Nel 2014 c’erano tanti locali vuoti – ha ricordato – oggi non ce n’è uno libero. Abbiamo portato a casa un piano regolatore che mancava da quindici anni; abbiamo ospitato 700 terremotati; sono risorte associazioni e circoli cittadini; abbiamo ricostruito in meno di due anni la scuola Elia, senza un euro in partenza».

Numana – Gianluigi Tombolini ha ripercorso con enfasi i suoi primi cinque anni alla guida della cittadina rivierasca 

E via così, senza dimenticare le iniziative per il turismo: spettacoli tutte le sere e trasporti pubblici potenziati, tutto gratis per il turista. In definitiva, un elogio della sua buona amministrazione quello messo in campo da Tombolini: «con grande fatica, senza nulla di scontato, con un grande lavoro di squadra e una passione infinita verso Numana e i suoi abitanti ed ospiti».

Il tutto, riassumibile nello slogan della sua lista civica: Ascolto, Passione, Concretezza.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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