Sarnano: “nomina Legnini insulto PD e M5s ai terremotati”

Lo dice Franco Ceregioli, vicesindaco: “Da lui solo parole di circostanza in attesa che i professionisti con l’autocertificazione tolgano dall’impaccio Governo e Regioni”.

Sarnano (MC), 18 febbraio 2020 – “Ci risiamo, ma adesso basta con le prese in giro. Il nuovo commissario Legnini insulta i terremotati quando dice di voler snellire la burocrazia: proviene dal PD che non solo l’ha creata, ma reiterata anche con l’ultimo, vuoto decreto sisma. Si stava faticosamente ingranando la marcia grazie ad un tecnico marchigiano e ci rifilano un politico abruzzese di lungo corso che dice di voler fare l’ennesima campagna d’ascolto e si impegnerà per rilanciare anche economicamente il territorio. Come, visto che il governo che l’ha nominato ha rifiutato nel Milleproroghe anche un emendamento di pochi spiccioli come il rinvio di notifica delle cartelle esattoriali alle imprese?”

A dichiararlo è Franco Ceregioli, per dieci anni sindaco di Sarnano dove ora è vice, dando voce all’esasperazione di tanti amministratori per il balletto politico che si è consumato ai danni dei terremotati marchigiani.

Franco Ceregioli, vicesindaco di Sarnano

Purtroppo per noi terremotati, stanno facendo tutto in funzione elettorale come dimostra l’apertura di Crimi ad un’alleanza nelle Marche. È lo stesso Crimi sottosegretario al sisma che dichiarava un anno fa, proprio in questi giorni, che ‘sono state le regioni con la complicità dei commissari PD che si sono succeduti ad aver compiuto le scelte che ora criticano provocando ritardi e disastri (fonte, Cronache Maceratesi del 21 febbraio 2019, ndr) – continua Ceregioli – A pensar male si fa peccato, ma che fine farà quel poco che resta da spartire con la revisione dei piani delle opere pubbliche che sono stati sollecitati soprattutto dalle Marche? Quali sindaci amici ne beneficeranno per sostenere la corsa elettorale di un PD alle prese con le faide interne?”

Per Ceregioli, protagonista della ricostruzione dalla prima ora come sindaco di Sarnano, la strada è quella già tracciata dall’ex commissario Paola De Micheli: “passerelle, prebende e al diavolo la ricostruzione“.

Panoramica di Sarnano, Comune in provincia di Macerata

Sarnano ha scuole nuove grazie a privati come la Fondazione Bocelli e avrà, a breve, quella donata dall’Ania la cui costruzione è stata sbloccata grazie all’impegno e alla linearità del marchigiano Farabollini che ha saputo assumersi grandi responsabilità anche non sue – insiste Ceregioli – Basta guardare l’ordine di non interrompere la raccolta delle macerie nonostante la “svista” del governo sulla mancata proroga dei siti o la battaglia per le scuole di San Ginesio dove la commissario PD Paola de Micheli aveva posto la prima pietra nonostante fosse noto a tutti un vincolo della Soprintendenza che ne impedisce la ricostruzione”.

I terremotati, per Ceregioli, sono coscienti del bluff del PD finalizzato a riguadagnare terreno nelle prossime elezioni regionali.

“Quando Legnini incontrerà i sindaci gli chiederemo se e quando gli daranno i poteri per fare quello che dice. Senza norme realmente nuove ed operatività dallo stallo non si esce. O pensa che i professionisti, assumendosi una enorme responsabilità con l’autocertificazione, lo toglieranno dall’impaccio? – conclude il vicesindaco di Sarnano – Spero con tutto il cuore, per la mia gente terremotata, di sbagliarmi, ma con la complicità ingiustificabile di tutti i parlamentari marchigiani di PD e Cinquestelle, hanno solo voluto dare un posto ad un esponente di spicco del PD abruzzese rimasto senza vetrina dopo aver perso le elezioni regionali. La prova?: parla da ministro anziché da semplice commissario alla ricostruzione”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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