Regione Marche: ufficializzati nomi e deleghe dei sei assessori regionali

Il presidente Francesco Acquaroli tiene per sé, tra le altre, la delega al turismo e annuncia l’istituzione della figura del Sottosegretario alla Presidenza

Ancona, 16 ottobre 2020 – «Una squadra competente, forte e autorevole con esperienza di pubblica amministrazione e istituzioni sia a livello di territorio che di governo e di cui vado orgoglioso. Voglio ringraziare i partiti della coalizione e i segretari regionali per l’impegno messo in campo in questi mesi».

Con queste parole ieri pomeriggio a Palazzo Raffaello, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha presentato, nel corso di una conferenza stampa, i sei assessori della giunta che lo accompagnerà nei cinque anni della prossima legislatura.

Ancona – Francesco Acquaroli (FdI), neo presidente della Giunta regionale delle Marche

«In una fase così difficile – ha proseguito – abbiamo fatto una scelta tenendo conto prima di tutto delle competenze, a testimonianza di quanto crediamo nel dare una alternativa alla nostra regione. La giunta deve esprimere una visione complessiva, unitaria e sinergica. Questo è un nostro preciso impegno perché fino ad oggi la frammentazione è stata sempre una problematica che ha pesato sulla nostra regione».

Tra le immediate priorità, un piano per la lotta e la prevenzione del Covid, le politiche comunitarie su cui stringe la scadenza della programmazione, la legge di bilancio che dovrà tenere conto delle conseguenze della pandemia, un nuovo approccio alla ricostruzione post-sisma.

In conclusione il presidente Acquaroli ha annunciato che, con una modifica dello Statuto, verrà istituita la figura del Sottosegretario alla Presidenza, già presente in molte altre Regioni. I suoi compiti saranno quelli di sostenere l’azione del presidente e della giunta vista la mole di deleghe e di problematiche che interessano le Marche e che restano in capo soltanto a pochi assessori.

Ancona – La prima foto ufficiale del Governatore delle Marche Francesco Acquaroli attorniato dai sei nuovi assessori regionali

Prima dell’inizio dell’incontro con i giornalisti, il presidente Acquaroli ha chiesto un minuto di silenzio in ricordo della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, scomparsa improvvisamente ieri mattina.

Di seguito i nomi e le deleghe dei sei assessori:

Mirco Carloni, nato a Fano (PU) il 14 gennaio 1981, con funzioni di Vicepresidente ; sviluppo economico, industria, artigianato, commercio, fiere e mercati, pesca marittima, tutela dei consumatori, internazionalizzazione, agricoltura, alimentazione, foreste, sviluppo rurale, agriturismo, zootecnia, industria agroalimentare, bonifica, produzione e distribuzione dell’energia, green economy, fonti rinnovabili, digitalizzazione, cooperazione internazionale allo sviluppo, Marchigiani nel mondo, caccia e pesca sportiva;

Stefano Aguzzi, nato a Fano (PU) il 27 aprile 1962; lavoro, tutela e sicurezza del lavoro, professioni, previdenza complementare e integrativa, formazione professionale, urbanistica, valorizzazione dei beni ambientali, tutela del paesaggio, parchi e riserve naturali, cave, rifiuti, risorse idriche, difesa del suolo e della costa, edilizia pubblica, edilizia residenziale pubblica, protezione civile, acque minerali, termali e di sorgente;

Francesco Baldelli, nato ad Ancona il 21 agosto 1974; viabilità, infrastrutture, governo del territorio, lavori pubblici, politiche per la montagna e le aree interne;

Guido Castelli, nato a Siena il 30 novembre 1965; bilancio, finanze, demanio e valorizzazione del patrimonio, credito, provveditorato ed economato, rapporti con le agenzie, gli enti dipendenti e le società partecipate, ricostruzione, organizzazione e personale, trasporti, reti regionali di trasporto, enti locali e servizi pubblici locali, aree di crisi industriali;

Giorgia Latini, nata a Fabriano (AN) il 18 aprile 1980; valorizzazione dei beni culturali, promozione e organizzazione delle attività culturali, musei, biblioteche, spettacoli ed eventi, istruzione, università e diritto allo studio, sport, promozione sportiva, piste ciclabili, politiche giovanili e volontariato, pari opportunità, partecipazione;

Filippo Saltamartini, nato a Cingoli (MC) il 4 novembre 1957; sanità, tutela della salute, servizi sociali, sostegno alla famiglia, politiche dell’infanzia e degli anziani, veterinaria, immigrazione, polizia locale e politiche integrate per la sicurezza;

Il presidente Francesco Acquaroli ha riservato per sé le competenze relative a: rapporti con le istituzioni internazionali, comunitarie, nazionali e locali, rapporti con il capoluogo regionale, programmazione, politiche comunitarie, turismo, porti aeroporti e interporto, affari generali, istituzionali e legali, sistema statistico, persone giuridiche private, ordinamento dell’informazione e della comunicazione, nomine.

Durante la prima seduta del Consiglio regionale fissata per lunedì 19 ottobre, verrà eletto il Presidente del Consiglio stesso, ma si è già fatto il nome di Dino Latini, già sindaco di Osimo e già consigliere regionale in passato.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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