Regione Marche: il primo Consiglio regionale fissato per lunedì 19 ottobre

Le indiscrezioni sui nomi degli Assessori con alcuni nodi da sciogliere in merito alle deleghe. Fra i papabili anche l’osimano Dino Latini

Ancona, 13 ottobre 2020 – Nella tarda mattinata il presidente uscente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo, attraverso la sua pagina Facebook, ha annunciato di aver firmato la convocazione del primo Consiglio regionale dell’XI Legislatura fissata per lunedì 19 ottobre. «Durante la prima seduta – ha ribadito Mastrovincenzo – sarà eletto anche il nuovo Presidente dell’Assemblea Legislativa».

Antonio Mastrovincenzo, presidente uscente dell’Assemblea legislativa delle Marche

Tra una settimana dunque, prenderà il via ufficialmente il nuovo Governo della Regione Marche e si conosceranno i nomi degli Assessori che comporranno la Giunta guidata da Francesco Acquaroli e le loro deleghe. A tal proposito, oggi il neo eletto Governatore è sceso a Roma per l’incontro decisivo in Parlamento con i segretari regionali dei partiti che formano la coalizione di centrodestra volto a sciogliere gli ultimi nodi proprio sugli incarichi.

Ancona – Francesco Acquaroli, Governatore delle Marche

Per la verità, sembrerebbe già tutto delineato salvo alcune incertezze sulla distribuzione delle deleghe. Ma si sa, in politica le decisioni cambiano in modo repentino e le uniche certezze arriveranno solo con le dichiarazioni ufficiali (Acquaroli ha dichiarato che sarà questione di ore). Sembrerebbe, a dar seguito alle voci di corridoio, che alla Lega andranno tre assessori: Mirco Carloni per il pesarese al quale andrebbe anche la vicepresidenza, Daniela Tisi per la provincia di Fermo e Filippo Saltamartini per il maceratese; per Fratelli d’Italia saranno due gli assessori: Guido Castelli per l’ascolano e Francesco Baldelli per il pesarese; per Forza Italia uno, Daniele Silvetti per l’anconetano.

Dino Latini, Udc, ex sindaco di Osimo

Si è fatto anche il nome dell’osimano Dino Latini dell’Udc, che potrebbe guadagnarci nelle trattative per il nome che dovrà sostituire Mastrovincenzo alla presidenza del Consiglio regionale, anche se sembrerebbe molto forte la candidatura di un consigliere della Lega.

Intanto, Acquaroli ha dato alle Marche una bella notizia. I parlamentari di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio alla Camera, hanno ottenuto d’inserire nella relazione finale del Recovery Fund un preciso capitolo sulla ricostruzione del post-terremoto: «Lo strumento del Recovery Fund oggi è prioritario per assicurare ai territori che da anni vivono nell’incertezza e nei ritardi l’avvio di una ricostruzione pubblica e privata, non solo fisica, ma anche e soprattutto socioeconomica – ha dichiarato il Governatore – Il rilancio del cuore pulsante del centro Italia diventa oggi, con l’inserimento di un capitolo dedicato nella relazione finale, un problema ancora più a carattere nazionale».

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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