Regione Marche: 12mila euro alla Pro loco di Monte Urano

Lega Nord: “soldi spesi male. Il territorio ha bisogno di sostegno sociale”

Riceviamo e pubblichiamo

Ancona – Il 2016 si chiude con l’ennesima sorpresa, per usare un eufemismo, del Pd, che poi tanto sorpresa non è dal momento che siamo ormai abituati a comportamenti a dir poco discutibili e a ripartizioni finanziarie senza criterio. Dopo essere stati chiamati a discutere su un bilancio fornitoci senza i tempi necessari per un’approfondita analisi, in barba a qualsiasi rispetto istituzionale e personale nei confronti di noi Consiglieri di Opposizione, chiamati a svolgere un ruolo di controllo nei confronti dell’Amministrazione, scopriamo, tra le tante discutibili voci di bilancio, che, con lo zampino del Consigliere regionale Giacinti, alla Pro Loco di Monte Urano sono stati destinati ben 12 mila Euro.

La cittadina di Monte Urano in provincia di Fermo
La cittadina di Monte Urano in provincia di Fermo

L’Amministrazione regionale ci ha più volte detto che nel Bilancio non vi era alcun margine di manovra, che non si poteva recuperare alcunché per la collettività, che le nostre istanze non potevano trovare accoglimento. E poi ci ritroviamo 12 mila Euro a una Pro Loco quando un intero territorio avrebbe, invece, bisogno di sostegno sociale. Molte famiglie sono in totale indigenza, molte a seguito del sisma si sono ritrovate addirittura senza una casa, la Sanità necessita costanti sostegni, l’economia e le nostre categorie produttive sono alla canna del gas, il precariato e la disoccupazione sono sempre più una piaga che il Centrosinistra ha ampiamente dimostrato di non saper curare, anzi di aggravare.
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Non è questo il modo adeguato di amministrare una regione, non è questo il modo di lavorare per la collettività, non è questo il modo di riavvicinare i cittadini alla politica. Noi non siamo questo, non vogliamo questo, non accetteremo mai questo perché la politica dei figli e figliastri, a nocumento di tutti, non ci appartiene.

Ancona, 2 gennaio 2017
Gruppo Consiliare Lega Nord Marche

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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