Presentata ad Ancona la lista Rinasci Marche

Presente all'evento nel capoluogo il segretario di + Europa Della Vedova. Tutti i nomi dei candidati delle cinque province

Ancona 26 agosto 2020 – Presentata ad Ancona presso l’Hotel SeePort la lista con tutti i candidati delle province della lista Rinasci Marche Mangialardi Presidente formata da Verdi, + Europa e Civici.

«Una lista con una fortissima presenza femminile – ha sottolineato il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova – e smaccatamente ambientalista. Una presenza rosa non dettata da quote, ma altamente qualificata con donne che rappresentano il femminile in tutte le sfaccettature. Mamme, professioniste, imprenditrici, impegnate in politica e nell’amministrazione a livello locale. Una grande alleanza dei valori: l’equità generazionale, lo sviluppo sostenibile e l’ambiente. Rinasci Marche darà un segnale forte a tutti i marchigiani che hanno affrontato due terremoti e stanno vivendo l’emergenza Covid-19».

Tutti i nomi dei candidati provincia per provincia:

Candidati Pesaro Urbino

Gianluca Carrabs, project manager

Maria Rosa Conti, avvocata

Fattori Cora ingegnera

Pierpaolo Loffreda, docente universitario di cinema

Adiro Marini, neo già cancelliere Tribunale di Pesaro

Santelli Sabrina, imprenditrice

Valentini Anna, avvocata

Candidati Ancona

Morbidoni Mattia, manager beni culturali

Petrini Francesca, imprenditrice agricola

Santarelli Luca, infermiere

Sagramola Giancarlo, sindaco di Fabriano

Rubegni Roberto, commercialista fiduciario slow Food

Gianna Capuzzo, produttrice tessile

Diletta Doffo, studentessa

Corrado Manzotti,,imprenditore

Rosita Remini, terzo settore

Candidati Macerata

Alessandra Zampetti, manager Unicam

Venanzo Ronchetti, pensionato

Francesco Acquaroli, avvocato

Sandro Bisonni, ingegnere

Giulia Messere, dirigente associativa

Sabrina Ercolanoni, imprenditrice ambito alimentare

Candidati Fermo

Ugo Pazzi agronomo, presidente Slow Food Marche

Francesca Annalisa Antolini, libera professionista

Marco Feroci, imprenditore

Giada Pasquini, impiegata

Candidati Ascoli Piceno

Edward Rino Alfonsi, insegnante, operatore economico

Evelyn Bargiacchi, conduttrice e produttrice televisiva

Barbara Riga, direttrice strutture sportive

Luciano Spinozzi, architetto, insegnante

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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