Ascoli Piceno – Crisi Whirpool di Comunanza e terremoto

Di Maio e Ministero Sviluppo Economico in sintonia con i parlamentari marchigiani di Lega e M5S

Ascoli Piceno, 10 agosto 2018 –  «Fruttuosa conferma della vicinanza del governo al territorio Piceno». Il commento all’unisono è la sintesi dell’incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio e i parlamentari marchigiani Arrigoni, Latini e Patassini (Lega), Cataldi, Fede e Silvestri (M5S).

Voluto per fare il punto sulla vertenza Whirlpool di Comunanza respingendo al mittente le polemiche dei giorni scorsi dopo lo slittamento tecnico del tavolo programmato per lo scorso luglio, l’incontro si è allargato ad altri temi caldi.

Il ministro Luigi di Maio al centro con i parlamentari marchigiani della Lega e del M5S

«Il problema Whirlpool ha tutta l’attenzione del MISE che, come conferma il ministro, è in costante contatto con l’azienda – segnalano i parlamentari legastellati – L’impegno è massimo su una vicenda che mette a dura prova un territorio profondamente segnato da crisi finanziaria e terremoto».

Un binomio di pesantissime criticità che hanno trovato d’accordo ministro e parlamentari marchigiani nell’impostare una nuova e condivisa visione del percorso per cercare di contrastarne gli effetti sul tessuto economico e sociale.

«Siamo d’accordo sulla necessità di un cambio di rotta a partire dall’approccio al problema – riferiscono i parlamentari marchigiani di Lega e M5S – Già dall’autunno prossimo sul terremoto faremo in modo che le comunità, gli imprenditori, le reti delle professioni tecniche e le istituzioni si confrontino per fare sintesi e sviluppare un percorso realmente condiviso, l’unico che possa dare risposte concrete cercando, in ogni modo possibile, di trasformare i bisogni in opportunità».

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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