Ascoli Piceno – Crisi Whirpool di Comunanza e terremoto

Di Maio e Ministero Sviluppo Economico in sintonia con i parlamentari marchigiani di Lega e M5S

Ascoli Piceno, 10 agosto 2018 –  «Fruttuosa conferma della vicinanza del governo al territorio Piceno». Il commento all’unisono è la sintesi dell’incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio e i parlamentari marchigiani Arrigoni, Latini e Patassini (Lega), Cataldi, Fede e Silvestri (M5S).

Voluto per fare il punto sulla vertenza Whirlpool di Comunanza respingendo al mittente le polemiche dei giorni scorsi dopo lo slittamento tecnico del tavolo programmato per lo scorso luglio, l’incontro si è allargato ad altri temi caldi.

Il ministro Luigi di Maio al centro con i parlamentari marchigiani della Lega e del M5S

«Il problema Whirlpool ha tutta l’attenzione del MISE che, come conferma il ministro, è in costante contatto con l’azienda – segnalano i parlamentari legastellati – L’impegno è massimo su una vicenda che mette a dura prova un territorio profondamente segnato da crisi finanziaria e terremoto».

Un binomio di pesantissime criticità che hanno trovato d’accordo ministro e parlamentari marchigiani nell’impostare una nuova e condivisa visione del percorso per cercare di contrastarne gli effetti sul tessuto economico e sociale.

«Siamo d’accordo sulla necessità di un cambio di rotta a partire dall’approccio al problema – riferiscono i parlamentari marchigiani di Lega e M5S – Già dall’autunno prossimo sul terremoto faremo in modo che le comunità, gli imprenditori, le reti delle professioni tecniche e le istituzioni si confrontino per fare sintesi e sviluppare un percorso realmente condiviso, l’unico che possa dare risposte concrete cercando, in ogni modo possibile, di trasformare i bisogni in opportunità».

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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