Ancona – Consiglio regionale: si accende lo scontro sulla gestione del dopo sisma e dell’emergenza neve

Duro comunicato di Piero Celani (Forza italia) e Sandro Zaffiri (Lega Nord)

Ancona – Nel perdurare dell’emergenza neve che ha messo in ginocchio tutta l’area interessata dalle scosse sismiche di questi giorni, all’interno del Consiglio regionale delle Marche esplodono i primi attacchi all’operato dei responsabili della gestione delle criticità.

Piero Celani
Piero Celani

I consiglieri regionali Piero Celani di Forza Italia e Sandro Zaffiri della Lega Nord firmano congiuntamente un comunicato che attacca un po’ tutti i vertici della Regione.

Sandro Zaffiri
Sandro Zaffiri

Lo pubblichiamo integralmente:

“UNICA SOLUZIONE ALL’EMERGENZA: DIMETTETEVI!

E dopo il Pitti uomo di Firenze e Milano moda, ecco un nuovo appuntamento con le passerelle.

Ma saranno passerelle un po’ particolari a sfilare oggi a Roma, di fronte alla Presidente della Camera, On. Boldrini. Ci saranno i vertici della Regione Marche, Ceriscioli e Mastrovincenzo accompagnati, forse, dal Commissario Errani e dal Capo della Protezione Civile Curcio.

Senza voler essere indovini pensiamo anche di sapere cosa proporranno a quanti stanno sfidando la neve, il gelo ed il terremoto.

Diranno che le istituzioni sono vicine loro e che faranno di tutto per alleviare le loro sofferenze.

Un testo già ascoltato in questi lunghi mesi dal terremoto di agosto e della fine di ottobre.

E le popolazioni interessate crediamo che farebbero a meno della vicinanza politica e preferirebbero alle parole i fatti.

I fatti, purtroppo, non se ne vedono e la “vicinanza” non scalda e non dà nemmeno un riparo agli animali ancora senza stalla.

Una politica vecchia consuma così il solito teatrino e il solito rituale, pensando di poter compensare con la propria presenza l’assoluta carenza di interventi.

Ma non è così. La Regione Marche e il suo Presidente in questi mesi hanno brillato per il nulla.

Il Governo, invece, pure.

Le famose casette arriveranno nella primavera inoltrata quando l’emergenza neve sarà stata superata, si spera, dal ciclo delle stagioni.

Le stalle poi non serviranno più. Forse perché nel frattempo i poveri animali saranno tutti morti.

Gli allevatori sono disperati. I loro appelli, continui e pressanti, cadono nel vuoto. I residenti nelle zone terremotate vivono ancora in roulotte, camper o in container d’emergenza che però non proteggono dal freddo.

E questa gente chiede fatti. Non passerelle e sterili riunioni.

Alla cosiddetta vicinanza delle istituzioni preferirebbe la notizia dell’arrivo di stalle e casette di legno.

Di soluzioni che consentano un minimo di vivibilità.

Quella vivibilità che oggi non hanno e che la “vicinanza” non può sostituire.

Quindi, traete le conclusioni conseguenti al totale fallimento delle azioni che avete messo in atto, nel dopo sisma e durante l’emergenza neve, con un sussulto di dignità.

Dimettetevi tutti. Allora si che la gente vi ringrazierà!”

 

Piero Celani Consigliere Regionale  Forza Italia

Sandro Zaffiri Consigliere Regionale Lega Nord Marche

Ancona 19 gennaio 2017


Un commento alla notizia “Ancona – Consiglio regionale: si accende lo scontro sulla gestione del dopo sisma e dell’emergenza neve”:

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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