Regionali Marche 2020: chi sono Gianluca Castagnani e Cristina Castellani

Sei domande per presentare agli elettori i due consiglieri dell’ormai ex Loreto Libera candidati sia alle Comunali (SiAmo Loreto) sia alle Regionali (Lista Civitas Civici)

#intervista promozionale legata all’acquisto di un banner pubblicitario su Corriere del Conero

Loreto, 18 settembre 2020 – In chiusura campagna elettorale sia per le Comunali a Loreto sia per le Regionali, Corriere del Conero incontra alcuni candidati al ruolo di consigliere regionale. Sei domande, in questo specifico caso, che daranno loro modo di farsi conoscere meglio dagli elettori. Oggi è la volta di Gianluca Castagnani e Cristina Castellani, già consiglieri di minoranza a Loreto con l’ormai ex lista civica Loreto Libera. Entrambi si candidano sia alle Comunali con lista civica SiAmo Loreto (Gianluca Castagnani candidato Sindaco), sia alle Regionali nel ruolo di consiglieri con Lista Civitas Civici

Chi sono Castagnani e Castellani?

Castagnani: una persona che qualsiasi impegno prende lo porta sempre a termine, ad esempio nessuna assenza in Consiglio Comunale, record di atti tra mozioni ed interrogazioni. Una persona libera e che si prepara studiando ed aggiornandosi continuamente.

Castellani: credo di poter dire che amo la coerenza quanto il mantenere la parola data. In tempo di elezioni, e non solo, si assiste a continui cambi di casacca, trasformismi che contribuiscono ad allontanare la gente dalla politica. Si deve poter ridare fiducia con persone serie.

Perché la candidatura alle regionali 2020?

Castagnani: Perché ho maturato tanti anni di esperienza in vari settori e sono assolutamente pronto a realizzare cose concrete, da subito, per la collettività come consigliere regionale.

Castellani: Ho dato appoggio con la mia candidatura alla Lista Civitas CIVICI per Francesco Acquaroli, consapevole che sia la scelta più giusta per dare un segnale ai partiti che si devono dare risposte concrete ai problemi della gente, proprio come i civici sanno fare.

Siete impegnati anche per le Comunali a Loreto

Si, dopo l’esperienza di “Loreto Libera”, portiamo avanti il progetto delle Civiche sia a livello locale sia regionale. Fuori dagli schemi dei partiti, da persone intellettualmente senza “padroni” di partito, esseri autonomamente pensanti a servizio delle reali esigenze del territorio. Le logiche di partito sono troppo lontane dalla realtà delle nostre comunità che hanno invece bisogno di concretezza.

Tre punti essenziali del vostro programma

Sanità pubblica, ben distribuita nei territori e veramente degna di questo nome, sostegno alle imprese e all’artigianato, una Regione a misura di anziani, di bambini e di diversamente abili.

Le due cose che amate di più della nostra regione

La praticità e la laboriosità delle persone, i paesaggi che ti riconciliano col mondo. La Regione Marche ha nella sua conformazione paesaggistica una varietà ambientale di rara bellezza. Chi viene nelle Marche se ne innamora, ci sarà un perché.

Mandate un messaggio agli elettori marchigiani

In Consiglio Regionale servono persone concrete che ascoltino quotidianamente i problemi dei marchigiani e che sappiano come rendere efficaci le loro azioni in atti concreti. Manda in Regione chi chiacchiera poco ma lavora molto. Tra la Gente… per la Gente!

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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