Amministrative 2020 – Moreno Pieroni torna a fare il sindaco a Loreto

Una vittoria schiacciante la sua con quasi il 70% di voti raccolti

Loreto, 22 settembre 2020 – Paolo Niccoletti lascia il Palazzo comunale per fine mandato e al suo posto a Loreto torna a fare il sindaco Moreno Pieroni a capo della lista Loreto nel cuore. La sua risulta essere una vittoria schiacciante (69,65% di voti raccolti), mai messa in discussione neppure dai suoi avversari di queste Amministrative 2020: Paolo Albanesi della coalizione di centrodestra (15,73%) e Gianluca Castagnani di SiAmo Loreto (14,62%).

Moreno Pieroni, rieletto sindaco a Loreto

Quello di Pieroni, dal punto di vista della carica e della carriera politica, può considerarsi un passo indietro dal momento che fino a pochi giorni fa ricopriva la carica di assessore regionale con deleghe a spettacolo, valorizzazione dei beni culturali, biblioteche, promozione e organizzazione delle attività culturali, caccia e pesca sportiva, grandi eventi, turismo, musei, emigrazione. Dal punto di vista dei suoi concittadini, invece, è sicuramente un gran vantaggio: potranno beneficiare della sua immensa esperienza maturata in 37 anni di politica attiva. Una carriera iniziata nel lontano 1983 proprio in Consiglio comunale a Loreto, passata poi attraverso la Provincia e infine approdata in Regione.

Il curriculum politico di Moreno Pieroni

È nato a Loreto il 28 marzo del 1961. È sposato con Laura (farmacista) e ha tre figlie: Elisa, Alice e Chiara.
La sua esperienza politica comincia nel 1983 quando si presenta per la prima volta come candidato per il Consiglio comunale di Loreto, carica che ricopre ininterrottamente per 26 anni. Diventa subito assessore ai Servizi Sociali e alla Sanità del Comune. Nel 1990 si presenta per la prima volta alle elezioni per il Consiglio della Provincia di Ancona: viene eletto ed è il più votato tra i candidati del Partito Socialista. Diventa così assessore provinciale allo Sport, Caccia e Pesca e Servizi Sociali, ruolo che ricopre fino al 1993.

Moreno Pieroni

Viene rieletto consigliere provinciale nel 1998 ed entra a far parte della Giunta come assessore alla Cultura, ai Beni Culturali e ai Servizi Sociali. Resta in carica fino al 2001.
Nel 2001 si candida per la prima volta come Sindaco di Loreto e viene eletto con il 56% dei voti con la lista civica Insieme per Loreto. Nel 2006 viene riconfermato con il 76% dei voti con la stessa compagine politica.
Nel 2007 è di nuovo eletto consigliere provinciale nelle fila del Partito Socialista a sostegno della coalizione di centro sinistra. Ottiene il 53% delle preferenze, percentuale che corrisponde a circa 3.300 voti nella sua Loreto. In questa occasione è stato il più votato in assoluto tra i candidati di tutti i partiti.
Nel 2010 si candida per la prima volta alla carica di consigliere regionale, con la lista di Alleanza Riformista (Psi-Mre-DcM), e viene eletto con 5.781 preferenze. A seguito dell’elezione ha lasciato gli incarichi di sindaco di Loreto e di consigliere provinciale.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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