Tre uomini e una donna i candidati Sindaco per Castelfidardo

I simboli delle liste in corsa e tutti i nomi dei candidati consiglieri

Castelfidardo, 17 settembre 2021 – Castelfidardo andrà al voto il 3 e 4 ottobre (eventuale ballottaggio il 17 e il 18 ottobre), con quattro candidati a Sindaco della città: una donna e tre uomini. Il sindaco uscente Roberto Ascani (M5s), con due liste a sostegno; Marco Tiranti (centrosinistra), con quattro liste a sostegno; Gabriella Turchetti (centrodestra), con tre liste a sostegno; Tommaso Moreschi (Solidarietà Popolare), lista unica.

Roberto Ascani, sindaco uscente, due liste a sostegno:

Movimento cinque stelle

Loredana Aiello, Aurelio Alabardi, Marco Barchiesi, Romina Calvani, Daniele Calvani, Ivana Camilletti, Francesco Fagotti, Sergio Foria, Mirco Galavotti, Giuliano Pelati, Ilenia Pelati, Andrea Marconi, Antonella Matteucci, Anna Maria Mazzoni, Damiano Ragini e Lorenzo Serenelli

Castelfidardo futura

Fabio Agnesi, Amedea Agostinelli, Debora Aiello, Sandeeran Chellumbrun, Ruben Cittadini, Fabiola Donnini, Annamaria Frascati, Cosimo Gallotta, Simone Mazzocchini, Roberta Nuovo, Carla Pecoraro, Valentina Ricci, Letizia Sclavi, Gioacchino Spadafora e Cesarina Zoppi.

Marco Tiranti quattro liste a sostegno:

Pd-Castelfidardo bene in comune

Lara Piatanesi, Enrico Santini, Janula Maria Irma Malizia, Carlo Fabi, Federica Domenella, Daniele Papa, Mara Ippoliti, Stefano Defendi, Sofia Sbura, Marco Rosciani, Paola Pia Pino D’Astore, Francesco Bompadre, Paola Budini, Filippo Monaci, Manuele Pesaresi, Philip Micheloni

Uniti e attivi

Giacomo Circelli, Carlo Bellucci, Marzia Carli, Lorenzo Catraro, Giovanni Dini, Giovanni Evacuo, Diana Iura, Ilaria Lupi, Roberto Meneghini, Alessia Merli, Manuela Micucci, Luciano Moliterni, Lucia Rosian, Nadia Schiavoni, Paolo Tesei, Mario Troncato

Sinistra unita

Emilio Romagnoli, Alessia Agostinelli, Daniela Baldoni, Giansandro Breccia, Martina Breccia, Davide Bugari, Eros Burini, Amorino Carestia, Massimo Carini, Marcello Ippoliti, Alberto Ottavianelli, Cinzia Ottavianelli, Giuliana Romagnoli, Stefano Rosetti, Fabio Serenellini e Donatella Trillini

Azione civica solidale

Marco Zagaglia, Mattia Magagnini, Francesco Magi, Mary Barabani, Galeano Binci, Arianna Gallo, Antonio Pistillo, Giancarlo Marini, Sherife Tola, Carla Pesaresi, Debora Tudini e Redon Sheta detto Redon.

Marco Tiranti (aprile 1963), imprenditore settore fisarmonica, fidardense da sempre, Nel 1995 consigliere comunale (Pds); già presidente Cna prima a Castelfidardo poi provinciale; è stato anche presidente della consulta economica fidardense e presidente della società regionale di Garanzia Marche.   

Gabriella Turchetti tre liste a sostegno:

Fare bene per Castelfidardo

Maurizio Scattolini, Elena Malizia, Giuliana Palmieri, Simone Ascani, Cristina Grigore, Haidy Rocchi, Giacomo Serenelli, Raffaella Carletti, Antonella Toccaceli, Francesco Ragni, Katia Pierigè, Loretta Toccaceli, Mauro Toccaceli, Simona Binci e Marcello Vignoni

Lega Castelfidardo

Manlia Camilletti, Luciano Palazzo, Renzo Ruffini, Samuela Cingolani, Gabriele Sampaolo, Mirco Pesaresi, Manuela Fulgenzi, Elena Esposito, Raniero Ragaglia, Orietta Casali, Stefano Vescovo, Claudia Scataglini, Denis Palazzo, Massimiliano Cangenua, Matteo Cariddi e Carlo Strappato

Fratelli d’Italia

Marco Cingolani, Alfredo Agostinelli, Ivan Baldoni, Nicolas Breccia, Francesca Lucia Capocaccia, Marco Cola, Ugo Di Gianvittorio, Germano Secondo Francia, Guido Giardinieri, Monica Gobbi, Emanuele Mercanti, Patrizia Miele, Roberta Pignocchi, Michela Staffolani, Romina Verdolini e Stefano Zoppichini.

Gabriella Turchetti (63 anni), sostenuta dal centrodestra che governa la Regione Marche; sposata con due figli, farmacista a Campocavallo di Osimo; è figlia di nonna Peppina, l’anziana diventata simbolo degli sfrattati causa terremoto.

Tommaso Moreschi una lista a sostegno:

Solidarietà popolare

Henry Adamo, Marco Balestra, Barbara Biondini, Silvana Bisogni, Maria Assunta Calimici, Marco Gambi, Elena Camilla Magi, Giacomo Magi, Tersilio Marotta, Andrea Micheloni, Francesco Orlandoni, Valentina Padovani, Lorenzo Papa, Patrizia Polverini, Riccardo Sgardi e Francesca Tombolini.

Tommaso Moreschi, architetto, già consigliere comunale, vicepresidente dell’Ordine provinciale degli architetti di Ancona.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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