Le auto di servizio del Comune fanno troppi chilometri!

I Consiglieri di Solidarietà Popolare in una mozione denunciano l’anomalia e invitano Sindaco e Giunta a verificare la regolarità dell’utilizzo di una Seat Alhambra

Castelfidardo, 4 aprile 2019 – Il Gruppo Consiliare di Solidarietà Popolare ha presentato al sindaco Ascani una mozione firmata dai consiglieri Massimiliano Russo, Marco Gambi e Tania Belvederesi che ha per oggetto la “razionalizzazione e la riduzione dell’utilizzo dei mezzi comunali”.

Nello specifico i firmatari della mozione se la prendono con le auto di servizio, in particolare con la Seat Alhabra in uso al Comune da anni. Nel senso che, a loro dire, i mezzi in questione negli ultimi anni sono stati utilizzati molto più di quanto fatto in passato. La Seat, più di tutte in assoluto.

Nel riquadro, un modello d’archivio di una Seat Alhambra

Pare che quest’auto, dati alla mano, sia passata da una percorrenza media annua di 6/7mila chilometri nel triennio 2014/2016, ai 13mila e rotti chilometri nel 2017 e quasi a 21mila nel 2018. Un chilometraggio quasi triplicato e imputabile maggiormente al suo maggior utilizzatore, l’assessore alla Cultura Ruben Cittadini (nella mozione il nome dell’assessore non viene citato, ma le sue deleghe sì, ndr). Un maggior utilizzo che ha fatto ovviamente lievitare i costi della benzina e costretto il mezzo a finire dal meccanico per “un intervento tecnico di ripristino”.

Nel ricordare al sindaco che esiste un preciso regolamento comunale per l’utilizzo delle auto di servizio, e che gli assessori per l’ordinaria attività amministrativa (incontri, convegni, ecc.) possono utilizzare il proprio mezzo o un mezzo pubblico, i tre firmatari della mozione invitano sindaco e Giunta ad “adeguare l’azione amministrativa ai principi sanciti dal regolamento per l’utilizzo dei mezzi comunali e appurare la regolarità dell’utilizzo del veicolo Seat Alhambra negli anni 2017, 2018 e primi mesi del 2019”.

 

redazionale

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi