Il Consiglio comunale rimanda le scuole e promuove i disabili

Ordine del giorno stravolto e vittoria delle minoranze su vari fronti

Castelfidardo. In apertura di seduta il Consiglio comunale di ieri, venerdì 30 settembre, ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del sisma del 24 agosto. Richiesta avanzata dal consigliere di minoranza Catraro che ha invitato i colleghi a devolvere il gettone di presenza – invito approvato all’unanimità – a favore delle zone colpite dal drammatico evento sismico.

Il Consiglio comunale di Castelfidardo
Il Consiglio comunale di Castelfidardo

A seguire, si è deciso di rimandare i punti finali del consiglio ad una nuova riunione in data da destinarsi: (mozione sulla situazione delle prime classi della scuola media; predisposizione dello studio idraulico presso il quartiere Acquaviva con attenzione a “Fosso del Vallato”, entrambe presentate dal consigliere Catraro. Mozione sull’adesione e partecipazione al SAPE: servizio associato politiche europee, presentata dalla consigliera Piatanesi. Ripristino del debito a lungo termine e conseguente reperimento di fondi per la scuola media Mazzini e Soprani – consiglieri Piatanesi e Santini -. Istituzione di un referendum cittadino per decidere se avviare o meno la costruzione della nuova scuola media – consiglieri Adamo, Belvederesi, Soprani -).

In pratica, si è deciso di rimandare a nuova data i punti scottanti del consiglio, quelli che interessano davvero la cittadinanza. Impreparazione? Mancanza di dati e risorse? Voglia di chiudere in fretta l’assemblea? Forse un po’ tutte queste cose. D’altro canto, sulla costruzione della nuova scuola media si sono persi almeno undici anni, cosa vuoi che sia un anno in più?

Il clima si è fatto più caldo, e l’attenzione è salita, durante la discussione sulla riduzione del contributo a chilometro percorso nel trasporto disabili, scuole superiori e scuole dell’obbligo, accesa dall’interrogazione presentata dal consigliere Santini e dalla mozione dei consiglieri Adamo, Belvederesi e Soprani.

La consigliera Piatanesi, a sinistra, spiega le motivazione della sua mozione
La consigliera Piatanesi, a sinistra, spiega le motivazione della sua mozione

La minoranza ha spiegato a giunta e consiglieri di maggioranza la gravità della scelta messa in atto (riduzione del contributo), soprattutto per quanto riguarda il trasporto disabili (Croce Verde e Anfass). Questi infatti costituiscono la fascia più debole della comunità, per questo vanno tutelati con un servizio che sia ottimale e che abbia il giusto riconoscimento. Nella scelta di ridurre il compenso, si è fatto notare, si è valutato solo ed esclusivamente il costo del carburante, tralasciando altri aspetti come la manutenzione dei mezzi e la necessità di personale competente, necessario per le patologie invalidanti più gravi.

“Oltraggioso in campagna elettorale visitare la sede della Croce Verde – tuona il consigliere Adamo – per poi prendere questo tipo di decisioni senza dar voce in capitolo a chi fornisce il servizio”.

Dopo un lungo dibattito e una pausa di dieci minuti per decidere il da farsi, il sindaco Ascani accoglie la mozione presentata, decidendo così che il compenso verrà riportato ai valori iniziali di euro 1,24 a chilometro percorso, invece di 1 euro. “Si è accolto il volere e le motivazioni dei consiglieri di minoranza – ha giustificato Ascani il passo indietro della maggioranza – perché questo punto riguarda un aspetto sociale importante”.

Signor sindaco, perché non pensarci prima?

Un’altra vittoria è stata conseguita dal consigliere Santini con l’approvazione della sua proposta sul contratto di fiume, che prevede una maggiore salvaguardia e manutenzione dei corsi d’acqua presenti sul territorio. Si è deciso di creare un dialogo e una collaborazione con quei Comuni confinanti che approveranno la stessa linea guida di Castelfidardo.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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