Comunali Castelfidardo, vanno al ballottaggio Turchetti e Ascani

Centrodestra contro M5s, si vota domenica 17 e lunedì 18 ottobre

Castelfidardo, 4 ottobre 2021 – È stato un lungo testa a testa fra tre liste, quella del centrodestra capitanata da Gabriella Turchetti; quella del M5s del sindaco uscente Roberto Ascani e quella del centrosinistra di Marco Tiranti, quello andato in scena a Castelfidardo per arrivare a definire le due liste che andranno al ballottaggio domenica 17 e lunedì 18 ottobre.

Castelfidardo – Gabriella Turchetti e Roberto Ascani al ballottaggio per le Comunali 2021

Alla fine a spuntarla sono state quella di Gabriella Turchetti, sempre in testa durante lo spoglio delle schede, che ha raggiunto il 24,09% pari a 2.343 voti, e quella del sindaco uscente Roberto Ascani che ha raccolto il 27,29% pari a 2.202 voti. Uno scarto in basso sulla Turchetti pari a 141 voti.

Per 122 voti non ce l’ha fatta Marco Tiranti a guadagnare il ballottaggio. I suoi 2.080 voti, pari al 25,78%, lo relegano infatti al terzo posto. Buon ultimo Tommaso Moreschi, mai realmente in corsa, che ha raccolto 1.443 voti pari al 17,89%.

Ma il vero dato, quello che fa notizia, è quello dell’astensionismo alle urne. A Castelfidardo ha votato il 51,64% degli aventi diritto: 8.277 su 16.027 elettori totali. Un astensionismo massiccio che, se avesse avuto candidati, avrebbe quasi vinto le elezioni al primo turno.

Da domani partono le manovre politiche dei due candidati al ballottaggio per cercare apparentamenti e voti non amici fra le liste perdenti; ma quel che più preoccupa è riuscire a convincere i fidardensi a tornare alle urne fra quindici giorni. Vincere una tornata elettorale rappresentando solo la metà dei cittadini non è certo il massimo cui possa aspirare un Sindaco.

Comunali 2021 Castelfidardo – primo turno

Elettori: 16.027

Votanti: 8.277 (51,64%)
Schede nulle: 159
Schede bianche: 50
Schede contestate: 0

Dati forniti dal D.A.I.T. – Servizi Informatici Elettorali, Contabilità e Contratti

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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