Comunali 2021 – Giochi quasi fatti a Castelfidardo

Il punto sui candidati a Sindaco quando mancano poco più di tre settimane al deposito delle liste

Castelfidardo, 13 agosto 2021 – Quando mancano esattamente 23 giorni al deposito definitivo delle liste che parteciperanno alla tornata elettorale per le Comunali 2021, a Castelfidardo i giochi sembrerebbero quasi fatti. Tre, ad oggi, le liste certe e i relativi candidati a Sindaco.

Il sindaco uscente, Roberto Ascani, ha da tempo confermato la sua ricandidatura sotto l’effige del Movimento 5stelle; la sua candidatura è sostenuta da: M5s e lista civica Castelfidardo Futura;

Marco Tiranti è il candidato sindaco del centrosinistra che si presenta con una corposa coalizione composta da: PD; PD Bene in Comune; Uniti e Attivi; Sinistra Unita; Azione Civica e Solidale per Castelfidardo;

Gabriella Turchetti è la candidata sindaca del centrodestra, appoggiata dalla coalizione: lista civica Fare Bene; Lega; Fratelli d’Italia.

Oltre queste, ma non esistono ancora conferme ufficiali, parrebbe della partita anche Solidarietà Popolare, lista storica di Castelfidardo. Voci di corridoio parlano di una sua partecipazione certa, di un gran lavorio in atto per scrivere il programma e comporre la lista dei candidati ma, come detto, è solo un pourparler ed è per questo che al momento sulla sua partecipazione lasciamo un punto interrogativo.

Di seguito, le principali scadenze del procedimento elettorale che attendono le varie liste e/o coalizioni in lizza, che culmineranno il 3 e 4 ottobre con le due giornate di voto. Alle quali si dovranno aggiungere quelle del 17 e 18 ottobre nell’eventualità di un ballottaggio, dal momento che Castelfidardo, superando i 15mila abitanti, rientra in tale possibilità nel caso un candidato sindaco non raggiungesse il 50% + 1 dei voti validi al primo turno.

PRINCIPALI SCADENZE DEL PROCEDIMENTO ELETTORALE

da sabato 4 a domenica 5 settembre: Presentazioni liste – dalle ore 08,00 alle ore 20,00 del 30° giorno e dalle ore 8,00 alle ore 12,00 del 29° giorno antecedente quello della votazione: per le elezioni comunali, presso la segreteria del Comune

Adempimenti e scadenze

  • giovedì 19 agosto: Pubblicazione manifesto di convocazione comizi elettorali (45° giorno antecedente quello delle votazioni)
  • lunedì 30 agosto: Scadenza per la richiesta spazi della propaganda diretta – fiancheggiatori (34° giorno antecedente la votazione)
  • venerdì 6 settembre: Inizio propaganda elettorale (30° giorno antecedente la votazione)
  • venerdì 1 ottobre: La campagna elettorale si conclude alle ore 24,00 del venerdì antecedente la votazione
  • domenica 3 e lunedì 4 ottobre: giorno di votazione

Eventuali ballottaggi:

domenica 17 e lunedì 18 ottobre: giorno di votazione

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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