Castelfidardo – Il Comune vara il reddito di cittadinanza

Nel bilancio di previsione per il 2017, taglio di 32 mila euro per le manifestazioni culturali

Castelfidardo – Durante la presentazione del bilancio di previsione per l’anno 2017 il Comune di Castelfidardo ha inserito ben 100 mila euro per il reddito di cittadinanza. Grande plauso ha suscitato questa importante manovra dalle città vicine e dai sindacati che hanno riconosciuto il merito a questa amministrazione per aver dato la giusta attenzione verso coloro che hanno perso il posto di lavoro, fenomeno che negli ultimi anni sta diventando una vera piaga sociale.

I consiglieri di maggioranza del Consiglio comunale di Castelfidardo
I consiglieri di maggioranza del Consiglio comunale di Castelfidardo

Il reddito di cittadinanza, i cui particolari verranno illustrati nel dettaglio quando uscirà il relativo bando, sarà devoluto dal mese di settembre ai disoccupati cittadini di Castelfidardo, per un importo mensile che potrà variare dai 250 ai 450 euro, per sei mensilità, a condizione che il precettore si impegni a frequentare corsi di formazione e attività lavorative presso imprese del territorio.

Per la prima volta l’amministrazione targata M5stelle di Castelfidardo ha presentato in anteprima alla cittadinanza il progetto di bilancio 2017, che sarà approvato nei prossimi mesi dalla Giunta e dal Consiglio comunale.

il sindaco Roberto Ascani alla proclamazione della vittoria elettorale
il sindaco Roberto Ascani alla proclamazione della vittoria elettorale

Il Sindaco Roberto Ascani ha evidenziato: «l’importanza del bilancio partecipato quale forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della propria città. Dal mese di ottobre di quest’anno – ha ufficializzato il primo cittadino – tale metodo di partecipazione verrà ulteriormente potenziato e migliorato, assegnando una quota di risorse del bilancio del Comune alla gestione diretta dei cittadini, che verranno così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte dell’amministrazione».

L’assessore Sergio Foria ha illutrato nei dettagli il progetto di bilancio di previsione per l’anno 2017 che riporta un totale di risorse, derivanti da entrate correnti, pari a circa 14,5 milioni di euro che andranno a finanziare spese – sempre per la parte corrente – per 12,5 milioni di euro.

L'assessore al bilancio Sergio Foria
L’assessore al bilancio Sergio Foria

Non sono previsti aumenti di tassazione a carico dei cittadini mentre ci sarà una importante diminuzione della tassa sui rifiuti (Tari), per circa 200 mila euro.

Dal lato delle spese si avranno consistenti risparmi relativi all’amministrazione generale dell’ente, meno 228 mila euro; di cui 119 mila euro per riduzione di spese legali, e meno 32 mila euro per le manifestazioni culturali.

Per contro, si avranno incrementi per la sicurezza, + 33 mila euro; per l’istruzione, + 15 mila euro; per le politiche del lavoro, + 55 mila euro (reddito di cittadinanza), sviluppo del territorio e agricoltura; + 15 mila euro (mercatini a km0 nel centro storico).

L’assessore mette in evidenza che per il sociale non ci sarà nessuna riduzione di spesa e verranno garantiti tutti i servizi a sostegno dei più bisognosi.

Il sindaco, inoltre, illustra tutte le opere pubbliche previste nella manovra di bilancio per l’anno 2017 che ammonteranno ad un totale di circa 6 milioni di euro.

Tra le più importanti:

  • la costruzione della nuova scuola media, 3,5 milioni di euro;
  • l’adeguamento sismico delle scuole, elementare Cerretano, materna Acquaviva, materna Sant’Agostino, Scuola media, per circa 1 milione;
  • riqualificazione bocciodromo, 335 mila euro;
  • riqualificazione museo della fisarmonica, 150 mila euro;
  • realizzazione centro del riuso, circa 100 mila euro;
  • ristrutturazione ex Soprani, 80 mila euro;
  • asfaltature delle strade, 160 mila euro;
  • altri lavori minori per un totale di circa 675 mila euro.

In merito alle osservazioni formulate da alcuni cittadini riguardanti la riduzione dei fondi per le manifestazioni culturali, l’assessore Foria ribadisce che la priorità di questa amministrazione è garantire i servizi essenziali ai cittadini, ma assicura che da qui e fino alla definitiva approvazione del bilancio lavorerà incessantemente per riuscire a reperire risorse per rifinanziare anche tutte le manifestazioni culturali: «Ecco a cosa serve la partecipazione!»

A Castelfidardo, sostiene l’Amministrazione, sta avvenendo un cambiamento epocale: per la prima volta i cittadini vengono messi al centro dell’attenzione, sostenendo coloro che hanno veramente bisogno, e coinvolgendoli nei processi decisionali dell’amministrazione della città.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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