Ascani-bis, ecco i cinque collaboratori di Giunta e le loro deleghe

Quote rosa con la new entry Amedea Agostinelli e il vicesindaco Romina Calvani

Castelfidardo, 27 ottobre 2021 – “Un gruppo di lavoro nel solco della continuità e dello spirito di coesione, espressione della coalizione che ha sostenuto la candidatura di Roberto Ascani per rendere efficace, immediata e autonoma l’azione amministrativa”.

Così il sindaco introduce le ragioni che hanno portato alla definizione dell’assetto di Giunta, cinque collaboratori stretti e di fiducia che lo accompagneranno nell’impegnativo percorso del secondo consecutivo mandato alla guida della città. Una sola new entry rispetto al recente passato, ma una redistribuzione ragionata delle deleghe, in base a competenze e professionalità.

A differenza di cinque anni fa, quando il Movimento 5 Stelle si era presentato per la prima volta in assoluto sulla scena politica fidardense ottenendo un fulmineo consenso, si riparte senza alcuna interruzione ma con progetti chiari, una solida base di esperienza, conoscenza dell’apparato comunale e dei meccanismi burocratici.

Tre i rappresentanti provenienti dalla lista a 5 Stelle (Foria, Marconi e Calvani), due dalla civica Castelfidardo Futura (Cittadini e Agostinelli), con quote rosa assicurate da Romina Calvani e Amedea Agostinelli, dipendente comunale da poco in quiescenza che rappresenta il volto nuovo dalla comprovata preparazione nell’ambito in cui andrà ad operare.  Il sindaco Ascani terrà per sé le deleghe a Lavori pubblici, Urbanistica, Personale, Polizia Locale e Protezione Civile, settori di cui è emersa impetuosamente la crucialità in tempi di pandemia.

L’incarico di vicesindaco è attribuito a Romina Calvani, che passa a gestire Pubblica Istruzione, Sport e Trasporti; Andrea Marconi mantiene la delega a Sanità e Servizi sociali, Ruben Cittadini quelle a Cultura, Turismo e Politiche giovanili, mentre Sergio Foria oltre a Bilancio e Rapporti con enti e società partecipate assume anche le Attività produttive. Amedea Agostinelli entra per occuparsi di Ambiente, Viabilità e Pari opportunità.

In seno al Consiglio Comunale che si insedierà venerdì 5 novembre, vengono reintegrati negli scranni di maggioranza Ilenia Pelati, Aurelio Alabardi, Anna Maria Mazzoni e Simone Mazzocchini. Durante la prima seduta si voterà per designare il presidente del civico consesso, figura per l’individuazione della quale rimane aperto il dialogo con le forze politiche che hanno contribuito al risultato del secondo turno.

La composizione della Giunta Comunale

Roberto Ascani – Sindaco con deleghe a Lavori Pubblici, Urbanistica, Personale, Polizia Locale e Protezione Civile

Romina Calvani – Vicesindaco con delega a Pubblica Istruzione, Sport e Trasporti

Amedea Agostinelli – Assessore con deleghe ad Ambiente, Viabilità e Pari Opportunità

Ruben Cittadini – Assessore con deleghe a Turismo, Cultura e Politiche giovanili

Sergio Foria – Assessore con deleghe a Bilancio, Attività produttive e rapporti con Enti e Società Partecipate

Andrea Marconi – Assessore ai Servizi Sociali e Sanità

Il nuovo Consiglio Comunale

Dieci i seggi assegnati alla Maggioranza: Ivana Camilletti, Lorenzo Serenelli, Francesco Fagotti, Damiano Ragnini, Ilenia Pelati, Aurelio Alabardi, Anna Maria Mazzoni (Movimento 5 Stelle); Annamaria Frascati, Lorena Angelelli, Simone Mazzocchini (Castelfidardo Futura).

Sei i seggi assegnati all’Opposizione: Gabriella Turchetti (candidato sindaco centrodestra), Marco Cingolani (Fratelli d’Italia), Francesco Ragni (Fare Bene);

Marco Tiranti (candidato sindaco centrosinistra), Lara Piatanesi (P.D. Bene in Comune);

Tommaso Moreschi (candidato sindaco Solidarietà Popolare).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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