Pini, Renato, Rabini e Sabbatini stacanovisti del Consiglio comunale

Le presenze di Sindaco, Assessori e Consiglieri negli impegni istituzionali

Camerano, 27 dicembre 2020 – Dall’analisi delle presenze durante le deliberazioni in Consiglio comunale nell’anno 2020, emerge una buona partecipazione da parte di tutti i Consiglieri considerando la presenza media del 93%, compresa tra il valore minimo del 67% a quello massimo del 100%.

Fanno l’en plein, ossia il 100% di presenze nell’anno 2020 gli assessori Costantino Renato e Federico Pini, i consiglieri Lorenzo Rabini e Luciano Sabbatini. A seguire Vittorio Di Stazio e Roberto Roldi con il 98%, l’assessore Marco Principi al 97%, Lorenzo Ballarini 94%, Mori Barbara 92%, il sindaco Annalisa Del Bello e l’assessore Ilaria Fioretti con l’88%, Marianna Malatini e Sandra Pesaresi con l’86%.

Camerano – Una seduta del Consiglio comunale (foto di repertorio)

Dall’inizio del mandato, da giugno 2016 a dicembre 2020, la partecipazione maggiore è stata dell’assessoe Marco Principi presente a 386 deliberazioni, a seguire l’assessore Costantino Renato con 384 presenze, il sindaco Annalisa Del Bello e il vicesindaco Pini Federico con 382.

Dalla medie delle presenze nell’anno 2020 per gruppi, emergono i seguenti dati: “Insieme per Camerano” ha una media di partecipazione del 94% (9 Consiglieri), “Vivi Camerano” 92% (1 Consigliere), “Movimento 5 Stelle” 89% (1 Consigliere), “Camerano Operazione Futuro” 100% (1 Consigliere), “Gruppo misto” 94% (1 Consigliere).

Camerano – Primo Consiglio comunale in videoconferenza (foto d’archivio)

Dall’inizio del mandato sono state rilevate cinque dimissioni di Consiglieri: il primo nel 2016 della lista “Insieme per Camerano”, a seguire un dimissionario nel 2017 e uno nel 2018 per “Vivi Camerano”, due consiglieri nel 2020 per il “Movimento 5 Stelle” che ha fatto registrare anche due rinunce all’incarico (mai avviati).

Il resoconto delle presenze, che serve a garantire trasparenza e a misurare il lavoro svolto dai Consiglieri (anche se, essendo dati meramente numerici, non considerano il gran numero di ore per la preparazione e la discussione di ogni delibera, la complessità di ogni procedura amministrativa, il lavoro svolto durante le Commissioni ed eventuali impegni istituzionali di Assessori e Consiglieri ad altre assemblee o riunioni), è pubblicato con cadenza annuale sul sito istituzionale del Comune in un apposito spazio online denominato “Amministrazione Comunale”, dove è possibile visualizzare anche il dettaglio degli incarichi politici della Giunta e delle Commissioni, le delibere, i verbali del Consiglio Comunale e lo streaming delle sedute Consiliari.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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