Lorenzo Ballarini lascia la lista civica Vivi Camerano

Camerano, 5 giugno 2019 – In un comunicato ufficiale piuttosto risentito, sottoforma di lettera aperta agli amici elettori, la lista civica di minoranza Vivi Camerano, informa che il suo capogruppo, Lorenzo Ballarini lascia la compagine dove è stato eletto per formare un nuovo gruppo consiliare a se stante.

«Siamo delusi e amareggiati – fanno sapere i responsabili di Vivi Camerano – anche perché Ballarini ha preso una tale decisione senza degnarsi di fornire adeguate motivazioni».

Questo il contenuto integrale della lettera:

Il suo apparente entusiasmo durante la campagna elettorale è, in realtà, immediatamente scemato di fronte ai risultati delle elezioni amministrative che lo vedevano escluso dal consiglio comunale. Dopo aver provato a esercitare una serie di pressioni sui consiglieri neoeletti con Vivi Camerano per ottenerne le dimissioni, si è spontaneamente allontanato dalle attività del nostro gruppo ed è tornato solo quando, con le dimissioni del consigliere Larry Luchetti per sopraggiunti motivi familiari, ha potuto ottenere l’obiettivo che lo aveva spinto fin dall’inizio a candidarsi con Vivi Camerano: la poltrona consiliare. Una poltrona che, tra l’altro, in questi anni si è limitato a occupare, senza aver mai preso pubblicamente parola in consiglio comunale né aver fornito alcun altro tipo di contributo alle attività del gruppo consiliare.

Lorenzo Ballarini la sera del suo insediamento in Consiglio comunale nelle fila della lista di minoranza Vivi Camerano, quando subentrò al dimissionario Larry Lucchetta (foto di repertorio Corriere del Conero) 

Viste queste mancanze e una serie di scorrettezze, il gruppo ha richiesto spiegazioni al consigliere Ballarini, subentrato a Riccardo Picciafuoco nel ruolo di capogruppo consiliare. Soprattutto, Ballarini è stato invitato a rendere ragione della sua reiterata esposizione pubblica al fianco di un noto partito nazionale, in palese violazione della natura apartitica su cui Vivi Camerano nel 2016 aveva ottenuto la fiducia degli elettori di Camerano. Dopo aver evaso per diverse settimane la questione, Ballarini ha annunciato in forma privata soltanto ad alcuni membri di Vivi Camerano la sua intenzione di formare un gruppo a sé, nonostante la sua presenza all’interno del consiglio comunale fosse stata possibile solo ed esclusivamente grazie ai voti attribuiti da Voi cittadini a Vivi Camerano.

Riteniamo che in questa situazione le dimissioni di Ballarini siano un atto dovuto. Se ciò non accade è soltanto perché il consigliere aspira esclusivamente alla poltrona e non a mettersi al servizio dei cittadini”.


Un commento alla notizia “Lorenzo Ballarini lascia la lista civica Vivi Camerano”:

  1. Daniela says:

    Vivi Camerano era nata come lista civica trasversale dove, raggruppando anime diverse fondamentale sarebbe stato avere capacità di sintesi…. che nessuno di loro ha mai mostrato di avere ad iniziare dal capo lista che se ne è andato in barba a quanto raccontava ai cittadini in campagna elettorale. Non credo che il Consiglierei Ballarini debba dimettersi, lo hanno scelto i cittadini esprimendo la loro preferenza. Indipendentemente da tue idee Lorenzo vai aventi e dai il meglio per Camerano. Credo invece debbano fare una seria riflessione i pochi rimasti nella compagine della lista sul perché in poco tempo sia avvenuta una tale diaspora…. sia di componenti di lista sia di chi cercava intorno di dargli una mano.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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