La caserma dei Carabinieri resta dov’è

Lo ha deciso ieri sera, venerdì 28, il Consiglio comunale

Camerano. La caserma dei Carabinieri resta in Via Martiri della Libertà, 6. Lo ha annunciato il sindaco Annalisa Del Bello nel corso del Consiglio comunale di ieri, venerdì 28 ottobre. E la notizia ha colto di sorpresa tutta la minoranza che si è detta: «sorpresa. D’accordo, ma piacevolmente sorpresa».

Il sindaco Annalisa Del Bello
Il sindaco Annalisa Del Bello

Quello che doveva essere il progetto della “cittadella della sicurezza”, che avrebbe aggregato in un unico sito Protezione civile, Croce gialla e, appunto, caserma dei Carabinieri, è stato variato dalla maggioranza con questa decisione inaspettata.

Dunque, anziché una nuova costruzione che avrebbe assorbito circa 700mila euro, si è deciso di ristrutturare la caserma esistente per una spesa approssimativa di circa 500mila euro (tanti ne sono stati accantonati in bilancio in questa prima fase). Un risparmio, per i cittadini, di circa 200mila euro.

«Entro dicembre partirà la progettazione – ha spiegato il sindaco – così capiremo meglio su che ordine di cifre andremo a discutere. Nel frattempo, stiamo approntando un locale al piano terra in Comune per ospitare gli uffici dei militi. Per noi era una priorità non perdere il loro servizio a Camerano – ha continuato la Del Bello -. Il comando, provvisoriamente, si trasferirà a Numana ma i carabinieri resteranno qui e saranno operativi».

Lorenzo Rabini, capogruppo e consigliere di Operazione futuro
Lorenzo Rabini, capogruppo e consigliere di Operazione futuro

L’edificio in via Martiri della Libertà, nel 2014, era stato dichiarato al massimo stato di vulnerabilità sismica su tutta la struttura, con una declassificazione da 4 a 2. Nonostante ciò, come sottolineato dal consigliere Rabini (Operazione futuro), i carabinieri hanno continuato ad operarvi e a viverci.

«La considero una decisione di buon senso – ha ribadito ancora Rabini – che mi ha sorpreso, non lo nego, ma che produrrà un notevole risparmio di tempo e di denaro».

Sulla stessa linea anche gli altri esponenti della minoranza.

Stefano Defendi, consigliere del Movimento 5 stelle
Stefano Defendi, consigliere del Movimento 5 stelle

«Accolgo la notizia con piacevole stupore – ha dichiarato Stefano Defendi del M5s, rivolto al sindaco – mi lasci pensare che alla fine il lavoro delle opposizioni è utile perché induce la maggioranza a riflettere prima di prendere decisioni importanti».

Riccardo Picciafuoco, capogruppo e consigliere di Vivi Camerano
Riccardo Picciafuoco, capogruppo e consigliere di Vivi Camerano

Riccardo Picciafuoco (Vivi Camerano), si dice: «sorpreso dalla decisione del cambiamento che va accolto con grande favore. Auspichiamo, per la Protezione civile e la Croce gialla, la volontà di cercare spazi diversi da quelli predestinati».


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

© riproduzione riservata


link dell'articolo