Fratelli d’Italia: Lorenzo Rabini lascia il testimone a Francesco Marzocchi

Ricambio generazionale del portavoce cameranese del partito della Meloni

Camerano, 1 luglio 2020 – È arrivato il momento del passaggio e ricambio generazionale a Camerano per Fratelli d’Italia. Lorenzo Rabini, consigliere comunale, provinciale e portavoce provinciale FDI, lascia l’incarico locale a Francesco Marzocchi, giovane cameranese nato nel 1991.

Impegnato professionalmente nel settore del trading ed investimenti in start up, Marzocchi studia scienze politiche, ha fatto nuoto e collabora con il Camerano Calcio. Da molti anni è impegnato nel movimento giovanile del partito, prima come responsabile provinciale ed ora nella direzione nazionale dei giovani di Fratelli d’Italia.

Camerano – da sx: Francesco Marzocchi, il candidato governatore delle Marche del centrodestra Francesco Acquaroli, Giorgia Meloni e Lorenzo Rabini durante una recente visita al cantiere dell ospedale di rete Inrca

«Credo sia giusto ed importante – dichiara Lorenzo Rabini – lasciare spazio alle nuove leve in particolar modo se, come nel caso di Francesco, la persona già da molti anni è impegnata nella militanza giovanile. Il suo percorso di formazione, crescita, competenza e conoscenza è fortemente radicato nella nostra area politica, dove non si getta nessuno allo sbaraglio».

La prossima primavera ci saranno le elezioni comunali a Camerano: «Francesco ed io – prosegue Rabini – che ovviamente non abbandono, stiamo già collaborando e riscaldando i motori per organizzarci bene e portare finalmente a Camerano il cambiamento a lungo atteso. Auguri di buon lavoro a Francesco, dunque, sono convinto che farà molto bene».

Dal canto suo Francesco Marzocchi, nel ringraziare Rabini, si dice: «Consapevole delle responsabilità che mi attendono, tanto più quando è proprio uno come l’amico Lorenzo a darti le consegne, una persona ed un politico che da più di 25 anni è impegnato senza sosta nell’attività di partito e dentro le Istituzioni».

E ha già chiaro in testa quelli che saranno i primi impegni che lo attendono nella nuova veste: «Il  lavoro non mancherà – spiega Marzocchi – sarà importante darsi delle priorità. Per prima cosa dobbiamo centrare un grande obiettivo qui a Camerano, eleggere cioè per la prima volta nella storia locale un consigliere regionale. Il mio impegno da portavoce comunale sarà proprio quello di dare il mio forte contributo al sostegno della candidatura di Lorenzo Rabini in Regione. Poi, chiuso il capitolo regionali – conclude Francesco – mi aspetta l’organizzazione del percorso che ci porterà dritti alle elezioni comunali del 2021; è necessario un vero cambiamento politico per scrivere una nuova pagina di questa cittadina. Sono pronto a fare la mia parte per le Comunali, sia come portavoce del partito, sia nel centrare un ruolo istituzionale in seno al Consiglio comunale».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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