Comunali 2021 – Camerano Unita ha presentato i candidati agli elettori

Oriano Mercante: “sono giovani pieni di entusiasmo e voglia di fare»

Camerano, 18 settembre 2021 – Fatto un altro step nella campagna elettorale quando mancano due settimane alla chiusura delle manovre politiche. Ieri sera, in Piazza Matteucci, la lista Camerano Unita del candidato sindaco Oriano Mercante si è presentata ai cittadini.

Di fronte ad una platea di una ottantina di persone, il microfono è passato di mano in mano ai dodici candidati consiglieri che, a modo loro e in piena autonomia, hanno raccontato le motivazioni che li hanno spinti a metterci la faccia e a candidarsi: «Non c’è stato nulla di preparato a tavolino – ha spiegato Mercante in chiusura – abbiamo semplicemente detto loro di presentarsi e di sviscerare i loro perché».

Oriano Mercante

Per ultimo, come da copione, il microfono è passato nelle mani del candidato Sindaco che ha rimarcato quanto il gruppo sia coeso: «Rappresentano un po’ tutte le realtà locali – ha detto Mercante – e a parte due o tre vecchi me compreso, vecchi in quanto ad esperienza, non se ne abbiano a male, sono giovani pieni di voglia di fare ed entusiasmo».

Poi, qualche accenno al programma per sommi capi con un preciso appunto su cosa fare da subito in caso di vittoria: «L’organizzazione e la ricerca di fondi e risorse sarà basilare per un buon governo – ha rimarcato – perché senza non si va da nessuna parte. I dipendenti comunali dovranno sveltire il servizio all’utente e le tempistiche delle pratiche, chi vuole aprire un’attività non può aspettare mesi. Lo fanno già, perché non è che Camerano sorga in un deserto, ma si può migliorare. Dovremo essere bravi ad intercettare tutti quei finanziamenti europei e regionali che a breve arriveranno».

Fra le priorità, un accenno al Teatro Maratti: «Qualcosa andrà fatto di certo e subito per dargli una sistemata, così non si può più tenere”.

Per fare il punto, dopo ieri sera, delle tre liste in lizza per la scalata al Palazzo due si sono presentate ufficialmente mostrando volti e intenti agli elettori: NuovaMente Camerano e Camerano Unita. Resta Camerano è ora del candidato sindaco Giorgio Giostra che non ha ancora avuto un contatto pubblico con i cittadini: «Terrò un comizio in Piazza Roma sabato 25 settembre alle ore 18» ha fatto sapere Giostra. Non resta che aspettare.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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