‘Camerano Unita’ presenta il logo e il primo impegno di Mercante

Giovedì 29 luglio parte da Colle Lauro la campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra

Camerano, 25 luglio 2021 – Continuano a battere gli avversari politici sul tempo, la lista Camerano Unita che raccoglie in una sorta di coalizione esponenti del PD, l’ex di Vivi Camerano Barbara Mori e Massimo Berti di Sinistra Camerano, ufficializza il logo e, di fatto, apre la propria campagna elettorale per le imminenti Amministrative.

Logo che in sintesi riproduce in grafica i tre valori fondamentali della lista: unione, cultura ed ecologia, tre concetti di base che hanno ispirato i componenti di Camerano Unita durante i lavori di preparazione, e che intendono coniugare quelli che saranno i contributi allo sviluppo della cittadina.

L’inclusione è rappresentata da una stretta di mano stilizzata posta alla base del simbolo, perché: “l’unione e la solidarietà devono essere i pilastri necessari di un progetto più ambizioso, ma senza il bisogno di essere osteggiati”.

La cultura viene riprodotta dalla semplificazione del teatro Maratti, il quale si erge sopra la stretta di mano: “questo edificio – in tutta la sua bellezza e tradizione – è nel cuore di tutti i cameranesi, ed è riconoscibile dalla rappresentazione della facciata principale e dalla Torre dell’orologio”.

L’ecologia viene espressa attraverso la scelta del colore, non solo un tradizionale verde ma un verde nuovo, con sfumatura blu del mare: “i due colori che meglio rappresentano Camerano e l’ambiente in cui il nostro paese sorge, e che tengono conto dei bisogni degli agricoltori, dei cittadini e dell’ambiente, ma anche del turismo e del commercio”.

Oriano Mercante, candidato sindaco della lista Camerano Unita

Detto del simbolo, e in attesa che venga ufficializzata la lista dei candidati, Camerano Unita invita la popolazione ad incontrare il proprio candidato sindaco, Oriano Mercante, intenzionato a conoscere i problemi del paese direttamente dalla voce dei suoi concittadini per poter studiare al meglio le soluzioni percorribili.

Il primo incontro di una lunga serie, secondo le intenzioni della lista, si svolgerà giovedì 29 luglio alle ore 21 nel Parco Colle Lauro. Sarà l’occasione per testare l’interesse suscitato nei cameranesi da questa inedita proposta elettorale.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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