Camerano – Progetto Sprar: secondo incontro questa sera per spiegare l’accoglienza migranti

Sala Convegni del Palazzo comunale ore 21.15

Camerano – L’Amministrazione comunale questa sera incontra i cittadini per spiegare il Progetto Sprar, quello riferito all’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo al quale la stessa aveva aderito a suo tempo senza condividere la scelta né con i gruppi di minoranza né con i residenti.

Camerano – Il tavolo dei relatori al primo convegno sulla Sprar dello scorso giovedì. Da sx: Franco Pesaresi, Simona Calcagnini, Annalisa Del Bello, Ilaria Fioretti

Una scelta unilaterale quella della Maggioranza, ovviamente imposta, che aveva scatenato una ridda di polemiche e azioni di vario tipo. Corriere del Conero ha trattato ampiamente la questione con articoli vari risalenti alle scorse settimane. Una scelta che porterà in città, a partire dai primi mesi del 2018, 12 migranti maschi alloggiati in due appartamenti privati.

Quello di questa sera è il secondo incontro con la cittadinanza messo in atto dal sindaco Del Bello, il primo si è svolto lo scorso giovedì 26 ottobre, e sarà l’ultimo. Di seguito il programma e i relatori:

martedì 31 ottobre ore 21.15 Sala convegni Palazzo comunale di Camerano
Intervengono:

– Associazione Avvocato di Strada
Avv. Daniele Valeri

– Docente di Sociologia UNIVPM
Prof. Vittorio Lannutti

– Caritas Diocesana Ancona-Osimo

– Testimonianze

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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