Camerano – Forza Nuova attacca i Radicali sulla questione migranti

Interviene con durezza il coordinatore provinciale Tarsi contro le affermazioni del Radicale Gravina

Camerano – Dopo  l’intervento dei Radicali sulla questione dell’accoglienza promossa da don Aldo Pieroni parroco di Camerano, dove gli avevano ufficializzato il loro appoggiano (leggi l’articolo), affermando inoltre che gli extracomunitari presenti in Italia non commetterebbero più reati degli autoctoni, insorge Forza Nuova che attacca il segretario regionale Enzo Gravina.

Il segretario regionale dei Radicali, Enzo Gravina, all’atto della costituzione del gruppo Marche

«Eravamo convinti che i Radicali si fossero estinti come i dinosauri ma evidentemente sbagliavamo – ha commentato il coordinatore provinciale del movimento nazionalista Andrea Tarsi – questi hanno il potere di risorgere  quando si tratta di cercare di arginare Forza Nuova. Se fosse vero quello che dice Gravina – continua Tarsi – come si spiegherebbe il fatto che nonostante gli immigrati siano solo l’8% della popolazione, nelle carceri italiane rappresentano più del 70% dei detenuti?»

Sui social questa vicenda che vede coinvolti su vari livelli don Aldo, Gravina e Tarsi ha prodotto interventi di ogni genere. C’è chi si è schierato a favore del parroco di Camerano, chi sta con Gravina e chi, come il coordinatore provinciale di Forza Nuova, ribadisce a colpi di post che prima occorre aiutare gli italiani in difficoltà e poi, se possibile, pensare agli immigrati extracomunitari.

Andrea Tarsi, coordinatore provinciale del movimento nazionalista Forza Nuova

«Smettetela di dire stupidaggini per difendere il business dell’immigrazione e iniziate a pensare concretamente ai problemi del nostro paese – insiste il nazionalista  Tarsi con durezza – Sono troppi gli italiani che si trovano in un periodo di grande difficoltà ed è ora di iniziare a pensare a loro e non a far ingrossare il portafoglio di tutti coloro che a vario titolo appoggiano questa nuova tratta degli schiavi mascherata da finta accoglienza».

C’è chi sostiene, come Milena Brandoni sempre sui social, che fra un italiano in difficoltà ma che abita in una stanzetta e un immigrato che vive sotto un ponte, è bene aiutare quest’ultimo. In altre parole, occorre aiutare il più povero fra i due e non farne una questione di provenienza.

«Per noi queste sterili polemiche valgono meno di zero – taglia corto Andrea Tarsi – Forza Nuova continuerà a rimanere al fianco di tutti quei cittadini in difficoltà, abbandonati dallo Stato. Per noi continua a valere la regola che prima di tutto e di tutti vengono i nostri fratelli italiani, per difendere i quali siamo disposti a tutto; anche a far resuscitare le mummie dei Radicali».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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