Camerano – Due incontri pubblici sul tema “Sprar, costruire l’accoglienza”

Organizzati dall'Amministrazione comunale il 26 e 31 ottobre, ore 21.15 in Sala Convegni

Camerano – È l’argomento del momento in città: l’accoglienza e l’integrazione dei 12 migranti africani maschi che a breve arriveranno a Camerano, sistemati in tre alloggi privati.

Camerano – Saranno 12 e tutti maschi i richiedenti asilo che arriveranno presto in città a seguito del progetto Sprar

L’Amministrazione comunale aveva aderito a suo tempo al progetto Sprar che si occupa di spalmare i richiedenti asilo nei vari Comuni. Lo aveva fatto senza sondare il pensiero delle tre forze di minoranza né, tantomeno, quello dei cittadini e questo comportamento unilaterale su un tema così “sentito” aveva scatenato una ridda di polemiche e azioni di vario tipo.

Ricapitoliamo. Ad accendere la miccia era stato Lorenzo Rabini capogruppo di Operazione Futuro, fortemente contrario all’accoglienza. Una sua intervista pubblicata su un quotidiano era stata poi fotocopiata da ignoti e fatta trovare sull’altare della chiesa di don Aldo con le effige di Forza Nuova. Chiamata in causa, FN negava ogni coinvolgimento. Arrivavano i Radicali a sostenere di stare dalla parte dell’accoglienza e di don Aldo. Con successiva replica di FN, ecc. ecc.

Don Aldo Pieroni, parroco di Camerano, si è trovato suo malgrado invischiato nella polemica dei migranti e della loro accoglienza

Insomma, una scelta non condivisa aveva prodotto un bel pandemonio. Che evidentemente ha continuato a covare sotto la cenere del mugugno, al punto che l’Amministrazione ha deciso di mettere in piedi due incontri con la cittadinanza per spiegare e far comprendere il fenomeno migratorio e quali siano le possibilità dell’accoglienza e di inclusione del progetto Sprar:
Giovedì 26 ottobre ore 21.15 Sala ConvegniPalazzo Comunale di Camerano
Intervengono:
Vice-Prefetto e Capo di Gabinetto della Prefettura di Ancona
Dott.ssa Simona Calcagnini
Presidente ASP Ambito 9 di Jesi                                                                                                                  Dott. Franco Pesaresi
Sindaco di Senigallia – Presidente ANCI Marche
Dott. Maurizio Mangialardi
Martedì 31 ottobre ore 21.15 Sala ConvegniPalazzo Comunale di Camerano
Intervengono:
Associazione Avvocato di Strada
Avv. Daniele Valeri
Docente di Sociologia UNIVPM
Prof. Vittorio Lannutti
Caritas Diocesana Ancona-Osimo

Alcuni cittadini, sollecitati dal giornale, hanno espresso il loro parere. Come Luigi, artigiano: «Sì, vanno bene gli incontri – ci ha detto – ma a che servono se ormai le decisioni sono state prese e si è ormai oltre il punto del non ritorno?»

Sandro, imprenditore di Sirolo, dimostra di conoscere a fondo il tema: «Forse, questi incontri andavano fatti prima di prendere una decisione. Andava detto prima, a tutti, che il Prefetto obbliga all’accoglienza. E sono pochi i sindaci che hanno voglia di mettersi a litigare con quell’Istituzione. Sirolo, ad esempio, ha rifiutato di accogliere con la scusa del turismo. Ma va detto che i migranti che non vanno a Sirolo se li dovrà accollare qualcun altro».

Una veduta dall’alto di una seduta del Consiglio comunale di Camerano. L’adesione al progetto Sprar, con l’accoglienza in città di 12 migranti, è stata decisa dalla Giunta senza consultare le tre forze di minoranza

Su un tema così sentito, come stanno le cose andrebbe comunicato in modo chiaro. La gente è stufa di vedersi piovere addosso decisioni prese dall’alto e il più delle volte imposte. Quel che disturba non è l’accoglienza in sé: che vuoi che siano 12 migranti su una popolazione di 7 mila persone?

Disturba il modus operandi di una certa classe politica, così staccata dai problemi dei cittadini che pensa di poter fare come gli pare. O come gli fa comodo. Imponendo scelte alla comunità in modo arbitrario. Per poi, una volta imposte le decisioni, mettere in piedi una serie di incontri per provare a convincere il popolino che ciò che è stato deciso è bello e giusto.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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