Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

La troppa democrazia di un Sindaco

Il popolo decide con la pancia per interesse o per competenze specifiche?

Sirolo, 11 febbraio 2020 – C’è un sindaco, al suo primo mandato in un Comune turistico della Riviera del Conero, che da quando s’è insediato sta lavorando a testa bassa per migliorare la realtà che è stato votato a governare. Non importa quale sia la sua estrazione sociale o politica; o per quale squadra faccia il tifo, o se preferisce la carne al pesce. Importa che ce la stia mettendo tutta. Come d’altronde fanno quasi tutti i sindaci in quasi tutti i Comuni italiani.

Intorno a lui ci sono altre realtà turistiche importanti, e non è facile trovare idee nuove e vincenti che attirino in primis i turisti e in secundis le simpatie dei suoi cittadini. Inoltre, deve fare i conti con un’opposizione agguerrita che, per definizione e missione, rema contro e boccia ogni decisione a prescindere. Perché si sa, chi sta all’opposizione ha sempre idee migliori rispetto a chi sta in maggioranza. Anche se non può incidere. Anzi, proprio perché non può decidere fa un casino del diavolo ogni volta che può.

Bene, questo sindaco tempo fa ha pensato bene di fare un concorso pubblico per lo studio grafico di un logo turistico che rappresentasse istituzionalmente il proprio Comune. Ha formato una commissione che scegliesse, fra i 44 bozzetti pervenuti, i migliori tre e poi li ha proposti alla cittadinanza affinché questa votasse quello più gradito.

Corriere del Conero ha divulgato la notizia sulle proprie pagine: apriti cielo!

I lettori si sono scatenati sui social: moltissimi hanno votato per uno dei tre loghi finalisti, moltissimi li hanno bocciati in toto, accompagnando la bocciatura anche con frasi offensive nei confronti della commissione giudicante e/o del sindaco incapace. Un risultato inaspettato, con le minoranze che hanno messo il carico sulla protesta popolare cavalcandola all’istante. Una sollevazione  che alla fine ha indotto il sindaco a cancellare la votazione  e a congelare il bando in attesa di una decisione.

Brutta, bruttissima storia che testimonia quanto possa produrre di negativo la massima democrazia possibile quando a decidere viene chiamato il popolo. Perché il popolo il più delle volte non è mai obiettivo, ragiona di pancia e se gliene dai l’opportunità tende sempre a tirare l’acqua al proprio mulino. Nel caso specifico, non sta scritto da nessuna parte che il popolo debba essere esperto di grafica e comunicazione. Un assunto che ovviamente vale anche per gli amministratori.

Quel sindaco si chiama Filippo Moschella e il Comune che governa è quello di Sirolo: la perla dell’Adriatico. E se quel sindaco chiamasse i suoi concittadini ad esprimersi su ogni decisione della Giunta, nel suo Comune non prenderebbe mai una decisione.

In ultimo, a tutti quei soloni della grafica e della comunicazione mi permetto di ricordare che quasi sempre è l’organizzazione, la serietà e la qualità di un prodotto – o servizio – a fare grande e riconoscibile un logo, non viceversa. La n nera della nutella sarebbe solo una n nera insignificante se dentro al barattolo non ci fosse, appunto, la nutella!

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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