Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Sblocca-cantieri, il Senato approva

I Comuni possono fare le gare senza la stazione appaltante

6 giugno 2019 – Approvato dal Senato, 174 i voti favorevoli, 55 contrari e 40 astenuti, il superemendamento al dl sblocca-cantieri che modifica alcuni punti del Codice degli appalti. Trovato l’accordo tra Lega e M5S, dopo la telefonata intercorsa fra Matteo Salvini e e Luigi Di Maio, La nuova norma sospende fino al 31 dicembre 2020 l’obbligo per i Comuni di fare gare attraverso le stazioni appaltanti.

Da Hanoi in Vietnam, dove è andato a rafforzare gli scambi commerciali fra i due Paesi, ha espresso soddisfazione per il raggiunto accordo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Sono lieto che sullo sblocca cantieri si sia trovata la convergenza – ha dichiarato il premier – ringrazio gli amici della Lega e, ovviamente, del Movimento 5 Stelle perché hanno lavorato con senso di responsabilità. Si è trovata una soluzione tecnica condivisibile che scaccia un’incertezza normativa. Quando l’obiettivo politico è quello di realizzare il bene dei cittadini – ha concluso – non si ha difficoltà a lavorare».

Le novità della legge

Tra le novità del provvedimento, come riportato da Repubblica.it, la proposta (che modifica l’emendamento della senatrice Pergreffi della Lega, che prevedeva la sospensione per due anni del codice degli appalti) mantiene per i subappalti la soglia del 40% e il 30% del limite di prezzo per le offerte economicamente vantaggiose. Viene invece introdotta la possibilità fino al 2020 per i Comuni di procedere a fare le gare senza rivolgersi alla stazione appaltante, con la sospensione quindi dell’obbligo fino a quel termine; la sospensione dell’albo dei commissari sempre fino al 2020 nelle more della riforma del codice e l’estensione fino al 2020 della possibilità di ricorrere all’appalto integrato.

Il passaggio alla Camera del provvedimento è fissato per l’11 giugno ma non si prevedono scostamenti sostanziali al testo passato al Senato. Dunque, grazie al nuovo emendamento al dl sblocca-cantieri sarà possibile verificare quali sono i Comuni davvero virtuosi, capaci di fare e, soprattutto, con la voglia di fare. Chi ha denari in cassa, e ha bisogno di appaltare lavori, lo potrà fare direttamente e senza più scuse. Fermi restando ovviamente i tempi tecnici per l’espletamento della singola gara. Sarà sufficiente, per loro, un anno e mezzo per darsi una mossa?


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di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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