Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Sandrink, l’App/cameriere in spiaggia

Come ordinare un drink o un panino senza muoversi dall’ombrellone

13 giugno 2019 – Ordinare una bibita ghiacciata o un panino senza alzarsi dal lettino sulla spiaggia? Da oggi si può, grazie a Sandrink, l’app gratuita per smartphone Android e iOS che offre agli utenti la possibilità di accedere al menu degli stabilimenti balneari e ordinare cibo, bevande, libri, giochi e quant’altro venga messo a disposizione dagli stabilimenti stessi.

Quante volte, durante le nostre pigre giornate passate sotto l’ombrellone unti come sardine in scatola, ci siamo detti: “Ah, che sete, se ci fosse un cameriere che passa per la spiaggia a prendere le ordinazioni!” Bene, quel cameriere è arrivato. Non in carne ed ossa ma sotto forma di una applicazione scaricabile senza spese sul nostro cellulare.

Grazie all’evoluzione del cellulare, senza il quale ormai le nostre vite di relazione e di organizzazione non esisterebbero se non nel caos più totale, stanno fiorendo applicazioni di ogni tipo che mirano a facilitarci ogni azione: il pagamento del posteggio, la prenotazione di una camera d’albergo, la tariffa assicurativa più vantaggiosa, l’acquisto di un biglietto del bus o dell’aereo, la chiamata di un taxi a tariffa scontata, la cena al proprio domicilio e via di questo passo senza limiti alla fantasia. Tutto possibile grazie alla magica scatoletta chiamata smartphone che ci portiamo sempre appresso, giorno e notte, e della quale ormai non possiamo più fare a meno.

Tornando all’app/cameriere sulla spiaggia. «Abbiamo sviluppato quest’app per venire incontro alle esigenze di molti turisti e bagnanti – racconta Dario Nobile, uno degli ideatori di Sandrink – Oggi più che mai i clienti amano sentirsi “coccolati” e apprezzano i servizi di delivery. E poi ci siamo resi conto in prima persona, frequentando le spiagge, che se avessimo avuto la possibilità di ordinare bevande e snack direttamente dall’ombrellone avremmo consumato di più».

L’app, dal canto suo, promette di rendere ancora più facile la vita sulla spiaggia per tutti coloro che non vogliono perdersi nemmeno un minuto di sole o non vogliono staccare gli occhi dalle pagine che stanno leggendo. Con un paio di clic sul telefonino è possibile evitare le file al bar della spiaggia e le corse a piedi nudi sulla sabbia rovente, con la possibilità di pagare con carta di credito o in contanti alla consegna.

E i gestori? Che ne pensano i titolari degli stabilimenti balneari di questo nuovo servizio? Già, perché se per l’utente scaricare l’app è gratuito, non lo è certo per i gestori della spiaggia che pagheranno comunque una commissione e dovranno organizzare il servizio di consegna presso gli ombrelloni. Certo, arriveranno più ordinazioni, l’incasso del bar aumenterà ed è comunque un’opportunità in più: meno file vocianti davanti al bancone e più organizzazione. Finirà come sempre succede: i maggiori costi verranno comunque addebitati al cliente finale: app gratuita sì, ma maggior costo del drink o del gelato se non vuoi scottarti i piedi o alzare le chiappe dal lettino. Le comodità hanno un costo e qualcuno deve pur pagarlo, no?


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

© riproduzione riservata


link dell'articolo