Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

“Perché tu sei mia!”

I meccanismi mentali malati dei mariti violenti

9 luglio 2019 – C’è da rabbrividire a leggere i resoconti di Carabinieri e Polizia su ex mariti violenti che vengono lascati dalle mogli e che poi per vendicarsi dell’ ”affronto” subito, vanno a cercare la ex per punirla, picchiarla, se non addirittura eliminarla.

Piani messi insieme con un’audacia da delinquente incallito, azioni mirate e precise che tendono a fare male, tanto male, degne di un film di genere: “Entra di notte nel garage dell’abitazione dell’ex moglie, stacca la luce dell’appartamento, forza la porta di ingresso con un cacciavite ed aggredisce con un tondino di ferro la donna e il nuovo compagno”.

Non è la sceneggiatura di un thriller, ma quanto accaduto qualche giorno fa a Cantiano (Pesaro Urbino), dove i Carabinieri hanno arrestato un 45enne per atti persecutori, lesioni personali e violazione di domicilio, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Urbino. Le vittime, picchiate a sangue, hanno riportato ferite e lacerazioni guaribili in trenta giorni.

Non è affatto da escludere l’ipotesi, se la donna fosse stata sola in casa, che ci saremmo potuti trovare di fronte all’ennesimo femminicidio. E star qui a disquisire del perché e del per come, non sposta le cose. Resta la ormai conclamata incapacità di alcuni individui ad accettare che una donna, la propria donna, possa dire basta al rapporto, lo voglia chiudere e voglia riappropriarsi della libertà. Magari con qualcun altro. Individui che considerano la donna una proprietà, una esclusiva. E quando l’esclusiva viene meno, ecco che scoppia la follia: botte, minacce, ricatti, stalking, fino ad arrivare, appunto al femminicidio.

L’assunto: “perché tu sei mia” (e io posso fare di te ciò che voglio, oppure, piuttosto che vederti con un altro ti ammazzo), racchiude in sé qualcosa di primordiale, comportamenti da cavernicoli risalenti a due milioni di anni fa. L’uomo e la donna non si appartengono nel senso del possesso fisico, si appartengono perché innamorati, perché condividono un progetto o un interesse. Quasi sempre arrivano ad essere un tutt’uno, una cosa sola, nell’atto fisico dell’amore. Ma questo non significa che un uomo sia libero di disporre come meglio crede della propria compagna quando diventa una ex. Non è certo ammazzandola o coprendola di acido che tu, ex marito o ex compagno rifiutato, riacquisti quel senso dell’onore e quella mascolinità frustrata. Un comportamento, fra l’altro, che oltre a far danni enormi spesso ti porta pure in galera!

 

 


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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