Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Pane burro & marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

 

UCCIDERE PER SOFFERENZA                                                                                                 (L’esasperazione dell’ l’Alzheimer)

15 febbraio 2019 – Esistono limiti oltre i quali certi uomini non riescono più a sopportare. Quelli alla sofferenza. A volte la propria, altre quella altrui, quella di chi gli sta vicino.

Esistono malattie neurodegenerative che quando ti colpiscono sono in grado di annientarti non solo nel fisico, ma pure nell’anima e nella mente. Malattie che lasciano l’involucro più o meno sano, ma che nella mente producono lesioni così profonde da ridurre il malato ad un non stato. Malattie che oltre a toglierti la memoria e il controllo di ciò che ti sta intorno, ti spogliano della tua dignità di essere umano.

In una simile condizione il malato non soffre più di tanto: non ha più memoria per rendersene conto e, se ce l’ha, un attimo dopo l’ha già dimenticato. Chi soffre, e parecchio, sono le persone che gli stanno accanto, incapaci di accettare quella degenerazione, quella trasformazione, quella perdita di dignità e di scopo.

Una di queste malattie si chiama Alzheimer, e solo chi ha avuto in casa una persona affetta da questo male sa di cosa si sta parlando. Mio padre aveva l’Alzheimer. Ricordo che mia madre non riusciva a capire quella malattia così subdola ma, soprattutto, non riusciva ad accettarla. Lo andavo a trovare, prendevo il caffè con lui, parlavamo del più e del meno per un’oretta fumando una sigaretta, poi lui mi accompagnava alla porta e salutandoci mi diceva: “torna presto a trovarmi”. E, abbassando il tono della voce, aggiungeva: “Scusa, ma te chi sei, come te chiami che non me ricordo”.

Ecco perché capisco e condivido la decisione del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha firmato tre decreti di concessione della grazia in favore, rispettivamente, di Franco Antonio Dri, nato nel 1941, di Giancarlo Vergelli, nato nel 1931, e di Vitangelo Bini, nato nel 1930. Tutti e tre in galera per aver ucciso i propri cari.

Franco Antonio Dri, per aver ucciso il figlio 47enne tossicodipendente; Giancarlo Vergelli e Vitangelo Bini per aver posto fine alla vita delle rispettive mogli entrambe malate di Alzheimer. Tutti e tre, all’atto dell’arresto, avevano dato la stessa motivazione: “Non ce la facevo più a vedere e sopportare quello stato!

Esistono limiti oltre i quali certi uomini non riescono più a sopportare.

 


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di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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