Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Ong, Rachete e il resto del Mondo

Quanto siamo piccoli di fronte ai problemi dell’Umanità

1 luglio 2019 – “Stamane, arrestando Carola Rackete (foto), lo Stato ha perso l’umanità. È il momento di unire le forze e scendere in piazza, di guardarci negli occhi e di contarci. Abbiamo il dovere di rispondere con forza e in maniera democratica a questo vergognoso teatrino propagandistico che mette però a nudo un ormai intollerabile limite di tutta l’Europa e di tutti i Paesi occidentali. Le barriere che impediscono agli uomini e alle donne di cercare una vita migliore vanno abbattute, vanno riaperti i flussi d’ingresso e attuata una politica dei visti giusta che tenga conto della dignità e della libertà delle persone. Il problema non è Salvini ma siamo tutti noi. È ora di scendere in piazza e di metterci la faccia”.

Lo ha scritto, meno di 48 ore fa, la Cgil Marche sulla sua pagina Facebook. Ma l’ultimo caso della Sea Watch ha scatenato un’onda anomala di commenti sui social, pro o contro che siano, che testimonia quanto siano divisi gli italiani sul tema dell’accoglienza.

Come si fa a non essere d’accordo su quanto sostiene la Cgil Marche, o sostengono tutte le altre organizzazioni o persone che la pensano allo stesso modo? Non si può, ovvio, su un piano strettamente umanitario. Con un distinguo, però. E cioè che queste organizzazioni e queste persone condannano giustamente il comportamento dello Stato, ma non fanno nulla per tentare di risolvere il problema in prima persona. Delegano ad altri il loro pensiero e il loro credo. Della serie: “armiamoci e partite”. Partecipiamo allo sdegno generale ma siete voi a dover risolvere la questione.

Come si fa a non condannare gli insulti inverecondi, pesantissimi, omofobi e da denuncia penale che tanti sui social hanno indirizzato alla persona della comandante della Sea Watch Carola Rackete. Una donna coraggiosissima che ha sfidato le regole nazionali e che pagherà in prima persona l’avere concretizzato i sui personali credo e valori. Non si può non condannare, ovvio. Tenendo però presente che per ogni migrante sbarcato – dunque, a missione compiuta – le entreranno in tasca dei denari.

Ridicoli, per non dire peggio, i parlamentari della sinistra italiana saliti a bordo della nave Ong per salvaguardare la vita dei migranti a bordo. Una lotta ad oltranza ipocrita che non gli ho mai visto applicare a favore degli operai italiani che da anni lottano davanti ai cancelli delle fabbriche chiuse per salvare il posto di lavoro. Se la loro perdita di consensi è pesante, un motivo ci sarà, no?

In ultimo, dice bene la Cgil Marche: il problema non è Salvini. Il vicepremier della Lega ha chiuso i porti alle Ong per un semplice motivo: obbligare gli Stati europei a fare la loro parte nell’accoglienza, stufo che sia solo l’Italia a farsene carico. Perché non è giusto, perché non ce la facciamo più, perché gli altri se ne fregano dei migranti. Francia, Germania, Olanda in primis.

L’uomo è nato libero in un mondo a sua completa disposizione. Tutto si è complicato quando qualcuno ha capito che c’era da guadagnare parecchio a rendere schiavi parte dei suoi simili. E quel qualcuno ha avuto a disposizione un paio di milioni di anni per perfezionare la tecnica.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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