Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Il gioco della menzogna che non paga

Il catastrofismo sbandierato dalle opposizioni al Governo smentito dai dati diffusi oggi dall’Istat

11 aprile 2019 – Un buon amministratore, o dirigente d’azienda, o titolare d’impresa, o capo politico di turno, fino a scendere ai presidenti di Enti e Associazioni, o allenatori di una squadra sportiva di qualsivoglia specialità – insomma, chiunque ha a che fare con il destino altrui e le altrui motivazioni – ha il sacrosanto dovere di fare in fondo il proprio dovere, mirare a risultati positivi e, basilare, dire la verità inculcando positività a chi amministra o a chi lavora per lui.

Una lunga premessa per dire semplicemente che in Italia così non è. Marcatamente nel mondo della politica. Un mondo dove si decidono i destini di una Nazione. Un mondo dove, a seconda delle posizioni e dei colori, ci si muove non per fare gli interessi dei propri amministrati ma i propri, per un proprio personale consenso. Un mondo dove, anziché dire la verità e lavorare per aumentare il benessere e l’autostima dei propri amministrati, si attacca il nemico di turno – solitamente quello che gestisce il potere – manipolando gli accadimenti pur di screditarlo quanto più possibile.

Gli interessi di partito anteposti a quelli dei cittadini e dell’intera Nazione. Una pratica diffusissima che fa danni enormi sia all’interno sia all’esterno dei confini nazionali. Una pratica di cui ne ho piene le tasche. Sono arcistufo di tutti quei gufi che non perdono occasione per sottolineare il disastro, le disgrazie, le sciagure e i cataclismi cui sta andando incontro l’Italia in questi mesi. E le colpe sono tutte attribuibili, ovviamente, al Governo che gestisce momentaneamente il potere politico. Chiunque, al suo posto, saprebbe fare di più e meglio.

E questa pratica, in Italia, vale in qualsiasi epoca e per qualsiasi colore la governi. Sono mesi che il PD e tutta la sinistra, ma pure FI e gli altri partiti d’opposizione, raccontano agli italiani in toni drammatici balle enormi sull’andamento dell’economia e della finanza interna, facendo passare per incapacità dell’attuale Governo giallo-verde una frenata dell’economia che invece è, a tutti gli effetti, una frenata internazionale di enorme portata dovuta principalmente ai litigi in atto fra Usa e Cina sulla storia dei dazi da applicare ai mercati globali.

Notizia di oggi. Il disastro annunciato dalle sinistre & C., la tanto conclamata crescita zero, le scelte scellerate del Governo attaccate e bocciate a ogni pié sospinto, sono state spazzate via in un sol colpo dall’Istat: in Italia la produzione industriale a febbraio è cresciuta dello 0,8% e, se si considerasse solo l’attività del settore manifatturiero, la crescita è pari all’11,3%.

Non difendo i giallo-verdi, ma il PD & C. devono smetterla di prendere in giro gli italiani per un loro tornaconto politico che, se Zingaretti continua su questa linea di false promesse e false catastrofi, li vedrà affogare nello stesso oceano che hanno contribuito ad alimentare.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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