Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Il filo trasparente della solidarietà

La voglia di riscatto dei numanesi e l’enorme aiuto dei colleghi “foresti”

Numana, 12 luglio 2019 – C’è un filo trasparente, più tenace dell’acciaio e puntuale più di un orologio svizzero, che congiunge le sinapsi delle disgrazie umane, le affronta all’istante e quasi sempre le risolve. È il filo trasparente della solidarietà. Un filo che arriva da molto lontano, che non guarda in faccia nessuno e che si materializza là dove c’è bisogno.

Non è spirito di volontariato, è qualcosa di più profondo e sentito che l’uomo si porta dentro come una forza e un bisogno ancestrale. Unire le forze; mettere a disposizione quel che c’è; donare attrezzature a chi è andato in difficoltà per una disgrazia, anche se fa il tuo stesso mestiere e lo vivi come un concorrente.

La tromba d’aria che martedì 9 luglio ha investito il litorale di Numana, seminando danni ovunque e presentando alla vista uno scenario apocalittico, aveva fatto temere il peggio tanto che già c’era qualcuno che parlava di stagione turistica finita.

Invece no. Nell’arco di 48 ore dalla disgrazia, il litorale numanese si è presentato ai turisti ripulito, accogliente, con ombrelloni e lettini al loro posto pronti all’uso. Un vero e proprio miracolo, scaturito dal filo trasparente della solidarietà, che ha portato a Numana nuovi lettini ed ombrelloni arrivati da Pesaro, Fano e Rimini; mentre altri sono in arrivo da Ancona, Senigallia, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio e verranno consegnati oggi.

A ringraziare per questo sostegno miracoloso è il sindaco Tombolini: “Un aiuto concreto che ci ha permesso di tornare in breve alla normalità – ha detto il primo cittadino – e per il fine settimana le strutture turistiche saranno operative al cento per cento”.

Da oggi Numana è in debito nei confronti degli operatori turistici di quei Comuni che si sono mossi per dargli una mano. Sono certo che onorerà al meglio quel debito, senza tante parole, ma con fatti concreti. Con orgoglio e dignità, valori che da sempre sostengono quel filo trasparente più tenace dell’acciaio che, quando c’è, fa sentire gli uomini più uomini e la vita con un senso in più per essere vissuta.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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